Il Tirreno

Pontedera

Padre suicida, l'allarme del bambino sfuggito alla morte: «Il mio papà è sull’auto e non respira»

Sabrina Chiellini
L'auto e la bombola del gas
◗
L'auto e la bombola del gas

Il piccolo ha suonato il campanello di una casa: «Io stavo soffocando, lui sta male»

3 MINUTI DI LETTURA





MONTECATINI VAL DI CECINA. I jeans, la maglietta. E sulle spalle il giubbotto del padre che lo aveva protetto dal freddo quando si era addormentato sull’auto, dopo avere percorso insieme a lui centinaia di chilometri per arrivare dalla provincia di Napoli fino in Toscana. Angelo, nome di fantasia, scende dall’auto parcheggiata in piazza XXV aprile quando è passato da poco mezzogiorno e mezzo. Difficile trovare una persona per strada, il cielo è grigio; sono tutti in casa, per il pranzo della domenica.

Lo sguardo è quello di un cucciolo smarrito. Cammina a passi veloci, suona il campanello di una palazzina dalle pareti rosse, con le finestre che si affacciano sulla piazza. Gli apre una coppia di circa 50 anni. Lei, Beatrice Rossi, è una dipendente comunale. Il marito, Tiziano Marchi, lavora all’Asa di Volterra. Dalla porta di casa vedono il bambino, spettinato e forse anche con la maglietta sporca. È lì davanti a loro, al cancello che chiede aiuto. Prima ancora di avere il tempo di capire cosa sta succedendo, il bimbo di otto anni li guarda disperato. «Là, c’è il mio papà - indica verso il parcheggio e l’utilitaria - è sull’auto, non respira, sta male».

[[atex:gelocal:il-tirreno:pontedera:cronaca:1.15131465:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/pontedera/cronaca/2017/04/02/news/si-uccide-in-auto-con-lui-il-figlio-che-riesce-a-salvarsi-1.15131465]]

Comincia un incubo per i due coniugi, che rimangono sconvolti da quella richiesta e da quello che scopriranno. Nel pomeriggio la donna resta chiusa in casa: «Non voglio parlare», dice, semplicemente. A poche ore di distanza ha ancora ha negli occhi la scena: l’auto ferma a pochi metri dalla sua casa. Insieme al marito fa pochi passi e la raggiunge. L’uomo è riverso al posto di guida. Il tempo di vedere la bombola del gas e tutto diventa tragicamente chiaro. E lì c’è quel bambino sconosciuto, indifeso, solo. Pochi minuti dopo in quella striscia d’asfalto nel verde, dove sostano poche auto e un camper, arrivano i soccorritori del 118, i vigili del fuoco e i carabinieri.

[[atex:gelocal:il-tirreno:pontedera:cronaca:1.15137210:Video:https://video.gelocal.it/iltirreno/locale/si-uccide-in-auto-con-il-gas-salvo-il-figlio-di-9-anni/79081/80610]]

I primi a prendere in consegna il piccolo sono i volontari della Croce Rossa la cui sede non è molto distante. Il bambino parla con loro, spaventato. «Mi sono svegliato, c’era caldo, mi sentivo soffocare, sono riuscito a scendere, ho chiesto aiuto. Ma il mio papà non rispondeva». Per proteggerlo, viene accompagnato lontano dal parcheggio, nella sede della Croce Rossa. La guardia medica si prende cura di lui. Pensa che il padre abbia avuto un malore, chiede della madre.

Sabato è uscito da scuola con lo zaino che però non viene trovato sull’auto. Pensava che la sera il padre lo avrebbe portato a casa, dopo essere stati al mare, a Follonica. Invece i progetti erano cambiati, avevano dormito nell’auto. Dopo le prime cure, viene accompagnato all’ospedale di Pontedera dove altri medici gli stanno vicino, nel reparto di pediatria, fino a quando arriva la madre, subito partita dalla provincia di Napoli. «Ho avuto tanta paura, ho temuto il peggio», sono le prime parole della donna che già sabato sera aveva informato la polizia della sottrazione del figlio da parte dell’ex marito. In serata l’abbraccio tra mamma e figlio.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa