Il Tirreno

Pontedera

Sforato il patto di stabilità Nel mirino tre opere

Sforato il patto di stabilità Nel mirino tre opere

La Corte dei Conti: la costruzione di una scuola, la ristrutturazione di un’altra e la realizzazione di una fognatura non hanno valore sovracomunale

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PONTEDERA. «Infondata è l'affermazione del Comune che i tre lavori pubblici in esame avrebbero valore sovracomunale e che il Comune di Pontedera si farebbe integralmente carico dei relativi costi solo in virtù di un asserito criterio territoriale e solidaristico del luogo dove ha sede l'opera realizzata».

Ci va giù pesante la Corte dei Conti di Firenze, nella delibera 60 del 2017, con cui, una volta esaminate le "giustificazioni" del Comune di Pontedera, ribadisce che nel 2013 c'è stato lo sforamento del patto di stabilità e che lo strumento dell'Unione dei Comuni della Valdera non può essere usato come parafulmine in una vicenda che si annuncia piuttosto complessa.

Il contenzioso ruota attorno alla realizzazione di tre opere pubbliche, progettate da tecnici comunali e poi realizzate dall’Unione: dalla scuola materna di Santa Lucia, alla ristrutturazione della Pacinotti fino alla costruzione di una fognatura a Montecastello. Secondo la Corte dei Conti, ci sono incongruenze tra l'entità degli impegni e l'importo degli stessi nell'indebitamento del Comune. C'è stato dunque un errore nella contabilizzazione dei trasferimenti all’Unione che riguarda l'esternalizzazione di investimenti che in realtà l'ente ha progettato e seguito con proprio personale. Tra l'altro, le tre opere contestate sono previste nel piano degli investimenti delle opere pubbliche varato dal Comune stesso.

Un'alchimia contabile che ora rischia di incidere pesantemente non solo sugli "stipendi" degli amministratori - le sanzioni saranno decise dal Ministero dell'Economia - ma anche sulla vita dell'ente locale.

A parte queste criticità, la Corte dei Conti contesta all'ente di non avere rispettato nell'esercizio 2013 il vincolo di destinazione dei proventi da sanzioni amministrative pecuniarie per violazioni al codice della strada, fissato per legge in misura non inferiore al 50 per cento dei proventi stessi. Il Comune, a fronte di un accertamento per queste entrate pari a 2.011.361 euro, ha impegnato l'importo di circa 634mila euro, pari a circa il 31,41 per cento. Per cui ora l'ente dovrà monitorare le riscossioni e provvedere a vincolare le stesse, secondo quanto previsto dalla legge. Tutte le criticità (alcune già rilevate per l'esercizio 2012) sono state segnalate al Mef con l'indicazione che, a giudizio della sezione regionale di controllo della Toscana, il patto di «stabilità interno all'esercizio 2013 si deve ritenere violato». (s.c.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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