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Pontedera

Individuato il furgone pirata che uccise il giovane Raghi Cioni

Individuato il furgone pirata che uccise il giovane Raghi Cioni

La perizia fatta dal Raggruppamento Investigazioni Scientifiche dei carabinieri ha confermato che si tratta del veicolo segnalato dall’Arma di San Miniato e in uso a padre e figlio, entrambi indagati

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SAN MINIATO. Non ci sono dubbi: il furgone che ha travolto e ucciso Raghi Cioni, 30 anni, poco prima di Natale, è quello che è stato individuato dai carabinieri della compagnia di San Miniato. Anche se la perizia del Ris di Roma, il Raggruppamento Carabinieri Investigazioni Scientifiche, non è ancora stata consegnata in maniera ufficiale, è trapelato che i reperti prelevati a San Miniato sulla scena dell’incidente ed in seguito consegnate ai Ris sono più che sufficienti per ricostruire in maniera dettagliata la dinamica dell'incidente che è costato la vita al giovane uomo. E soprattutto hanno permesso di stabilire con un elevato margine di certezza che il furgone sequestrato dai carabinieri è quello responsabile dell’omicidio stradale con fuga del conducente. L'attività di consulenza era stata richiesta dal pm, Giovanni Porpora, sul furgone che si riteneva, sulla base di elementi raccolti dopo le prime indagini, avesse causato l'incidente. Così come è stata analizzata la bicicletta oltre agli indumenti della vittima. I frammenti prelevati dal furgone e altri presi dalla bicicletta su cui viaggiava la vittima sono compatibili con l’incidente di Natale.

Già all’inizio di gennaio i carabinieri avevano denunciato due persone per questa tragedia. Si tratta di padre e figlio, entrambi residenti a San Miniato, e tutti e due determinati a respingere ogni accusa, pronti a denunciare anche il tentato furto del furgone finito sotto la lente di ingrandimento degli inquirenti.

L’uccisione del 30enne chiede giustizia perché dopo l’investimento il mezzo si è dileguato, senza prestare i soccorsi e lasciando la vittima agonizzante, lungo l'asfalto di via Maremmana.

Il Pm ha quindi iscritto nel registro degli indagati padre e figlio, entrambi residenti in un luogo che peraltro non è molto distante dal luogo della tragedia.

Secondo le indagini, il mezzo che ha travolto e ucciso lo sfortunato giovane è comunemente in uso a padre e figlio i quali, anche dopo avere ricevuto l'avviso di garanzia ed essere stati indagati per omicidio stradale, negano ogni responsabilità. Il loro atteggiamento non è mai stato collaborativo.

Una telecamera situata nella zona ha ripreso il passaggio del veicolo la sera dell'incidente. Ma i due continuano a dare una spiegazione dei danni che sono stati trovati sulla carrozzeria piuttosto articolata ma poco compatibile, secondo quello che è l'esito delle indagini, con quella che è la tragica realtà.

La consulenza dei Ris aggiunge un’ulteriore certezza ad un quadro indiziario che gli inquirenti avevano già definito piuttosto chiaro.

Sabrina Chiellini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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di Redazione web