Il dolore
Il Tar concede la sospensiva dell’ordinanza
Tinaia, gli abusi edilizi contestati restano “congelati” fino al 2018 quando ci sarà il giudizio di merito
CASCINA. Il primo round al tribunale amministrativo della Regione Toscana rispetto ai presunti abusi edilizi riscontrati all’interno dell’agriturismo La Tinaia lo ha vinto il privato che ha potuto contare anche sul sostegno della prefettura di Pisa che si era costituita “ad adiuvandum”, cioè per sostenere le argomentazioni della proprietà dell’immobile. Questo, com’è facile intuire, contro il Comune e le osservazioni che i dirigenti dell’ente locale hanno scritto nero su bianco sull’ordinanza notificata alla proprietà e che tiene conto dell’esito dei sopralluoghi effettuati dai tecnici all’interno dell’agriturismo. Ovviamente si tratta di un primo step, il giudizio di merito è stato rinviato a gennaio 2018. Questa prima ordinanza è dunque congelata fino a quando il Tar non entrerà nel merito delle contestazioni rilevate dall’ordinanza comunale che insieme ad altra documentazione è stata comunque trasmessa, a suo tempo, anche alla Procura, come previsto dalla legge. Le spese legali di questa prima parte sono state compensate.
Resta quindi da capire quale sarà la strada che il Comune intenderà percorrere ora che dopo la visita della commissione parlamentare di inchiesta sui centri per l’accoglienza dei migranti sono state riscontrate altre presunte irregolarità, visto che i migranti, in numero superiore a quelli che il centro potrebbe accogliere, vengono fatti dormire anche all’interno di locali che risultano magazzini.
Una storia quella della Tinaia che ha sancito la rottura tra la prefettura di Pisa e il Comune che sono in netta contrapposizione sui temi dell’accoglienza dei profughi richiedenti asilo. Da una parte la prefettura deve provvedere all’accoglienza di migranti che continuano ad arrivare anche in provincia di Pisa. E lo fa nelle strutture che ha a disposizione sul territorio. Dall’altro c’è il Comune, amministrato da una giunta di centrodestra guidata da una sindaca leghista, Susanna Ceccardi, che non fa mistero di non condividere l’attuale sistema di accoglienza così come strutturato. La Lega infatti da tempo denuncia il business dei privati e delle cooperative dietro alle politiche dell’accoglienza e si oppone all’attuale sistema, facendo presente, nel caso specifico, che in provincia di Pisa la maggioranza dei sindaci preferisce l’accoglienza diffusa, per piccoli nuclei. La Tinaia, gradita alla precedente giunta comunale, non è vista altrettanto favorevolmente dagli attuali amministratori. Lo scontro si gioca non solo sul piano del diritto ma anche su quello politico.(s.c.)
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