Sicurezza
Una festa a sorpresa per Eugenio Giani
Il Comune premia il presidente del consiglio regionale la cui famiglia è originaria di San Miniato
SAN MINIATO. Quando il pensiero corre all'infanzia e ai vecchi amici del padre gli occhi di Eugenio Giani si fanno lucidi e commossi, a dimostrazione dell'affetto e del legame che unisce il presidente del consiglio regionale alla sua città d'origine. Proprio a Giani, infatti, l'amministrazione della Rocca ha deciso di dedicare l'edizione 2017 del premio "San Miniato la mia città". Un appuntamento arrivato alla terza edizione che negli anni passati, come ricordato dal presidente del consiglio Vittorio Gasparri, ha premiato Maura Nacci per i giardini "Maria Laura" realizzati a San Miniato Basso e a Lucio Tramentozzi della onlus "Nel sorriso di Valeria". Per Giani, invece, è stata organizzata una vera e propria cerimonia a sorpresa, a cui erano stati invitati anche il fratello di Eugenio, Carlo, insieme agli zii tutt'ora residenti a San Miniato: Pierangiolo e Feliciana Giani.
«Non premiamo Eugenio come presidente del consiglio regionale, ma perché è un grande amico di questo territorio», ha spiegato il sindaco Gabbanini leggendo le motivazioni di un attestato che nasce «dall'impegno profuso nel costante sostegno alla comunità di San Miniato, per averci aiutato a riportare a casa il nome Pinocchio e per l'immutato affetto che dimostra con la sua presenza».
Un legame, quello tra Giani e San Miniato, sancito anche con la consegna di due quadri che l'amministrazione ha trovato nella casa di Dilvo Lotti: sono due dei quadri di Enzo Giani, padre di Eugenio, che il Comune ha deciso di affidare in comodato al presidente in attesa della creazione del Museo di Casa Lotti.
«Quando mi hanno detto di venire immaginavo si trattasse della consegna di questi quadri - ha spiegato Giani -. Poi qualcuno mi ha detto che volevano prepararmi qualcosa di grosso, ma non pensavo che fosse la realizzazione di un sogno». Un sogno che nasce da un affetto immutato nel tempo, fin da quando il padre Enzo, dopo la morte prematura della moglie, decise di trasferirsi a Firenze per costruirsi una nuova vita. «Firenze è la città dove mi sono formato, quella che mi ha trasmesso l'amore per la storia e per l'arte - ha ricordato Giani - però ogni estate tornavo a San Miniato dove abitavano ancora i mei zii. Ho sempre sentito fortissimo questo legame. Mio padre che era del '24, mi ricordava sempre che quando è nato lui questa zona era ancora provincia di Firenze».
Giacomo Pelfer
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