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Mobilifici orfani di Gimo al Salone di Milano

Mobilifici orfani di Gimo al Salone di Milano

Fiera vietata dagli organizzatori agli stand collettivi: accettate solo ditte singole La direttrice del consorzio: «Così viene danneggiato il settore dell’artigianato»

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PONSACCO. Quest’anno niente megastand del gruppo Gimo di Ponsacco al Salone del Mobile di Milano, in programma da martedì a domenica. La novità (in negativo) è stata comunicata da Federlegno arredo eventi, l’ente che organizza l’esposizione, lo scorso novembre. Un cambiamento che obbliga così i mobilifici associati al consorzio a partecipare in maniera singola, con dispendio economico e di energie, e col rischio di non essere all’altezza del livello d’immagine raggiunto negli ultimi anni, in cui partecipavano attraverso il consorzio, e che ormai il mercato richiede.

«Vogliono eliminare gli artigiani dal Salone - spiega la direttrice di Gimo, Donatella Turini - Questo è un chiaro segnale che la dice lunga sulle intenzioni degli organizzatori della fiera. Ed è proprio un peccato». Il rammarico nella voce di Turini è palpabile. «Il nostro stand collettivo, nel corso degli anni, aveva raggiunto un livello di eccellenza - aggiunge - Eravamo riusciti a ottenere un livello d’immagine come le migliori aziende del settore e fornivamo alle nostre aziende un servizio fondamentale per la loro attività di pubbliche relazioni durante il Salone del Mobile».

Invece, tutto questo è stato azzerato da un regolamento molto rigido preparato da Federlegno arredo eventi, «che deve essere sottoscritto da tutti gli aspiranti espositori al momento della richiesta di adesione», spiegano dal consorzio ponsacchino. Un’adesione che «va inviata improrogabilmente entro il 15 settembre circa sottolineano i responsabili di Gimo - Come tutti gli anni abbiamo presentato la nostra regolare domanda di adesione nei termini prescritti, ma siamo venuti a sapere, a novembre, che non avrebbero ammesso, per l'edizione 2017, la presenza di gruppi e collettive all'interno della fiera». In questa maniera, «anche quelle aziende associate legalmente come il gruppo Gimo dovranno presentarsi in fiera autonomamente, con un proprio stand individuale diverso l'uno dall'altro, perché la fiera vieta quest'anno ogni forma di raggruppamento collettivo. Al Gimo, che negli anni precedenti è sempre stato concesso un proprio spazio espositivo di circa di 200 metri quadrati utilizzato come punto di incontro per tutta la clientela, non è stato concesso per l'edizione 2017 nessuno spazio e quindi vietata la nostra presenza».

Le aziende ponsacchine saranno comunque a Milano, ma con un prezzo molto alto da pagare.

«I costi sono un problema - riprende Turini - ma anche il dispendio di energie per organizzare la partecipazione a 360 gradi, che prima svolgevamo noi per loro, rappresenta un elemento di criticità. Abbiamo tentato anche le vie legali, ma non c’è stato niente da fare». (a.q.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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