Il dolore
Il progetto “Pisa 81” ora è diventato una realtà
Conclusa l’operazione che ha permesso la vendita di duecento alloggi Cooperativa e Banca di Pisa e Fornacette fanno il punto sull’intero percorso
PISA. L'operazione “Pisa 81”, che ha permesso la vendita di 200 appartamenti di proprietà dell'Ente nazionale di previdenza e assistenza dei medici nel complesso residenziale delle Piagge, può dirsi conclusa. In pochi all'inizio, considerata la resistenza iniziale di alcuni inquilini, preoccupati dalla dismissione di questo patrimonio immobiliare decisa dall'Enpam, ci avrebbero scommesso, visto l'ammontare complessivo dell'operazione, che è stata di oltre 43 milioni di euro. Alla fine, però, è stata trovata la mediazione di tanti interessi divergenti.
Oggi restano in vendita alcuni dei 38 fondi commerciali per i quali è possibile un recupero a fini abitativi come residenze per studenti o per persone che devono soggiornare a Pisa per stare vicino a parenti ricoverati all'ospedale di Cisanello.
A dare la notizia della conclusione della vendita degli alloggi sono Massimo Saporito, imprenditore, e il vicedirettore generale della Banca di Pisa e Fornacette Gianluca Marini.
Se l'operazione si è conclusa è stato infatti anche grazie alla sinergia tra la cooperativa “Pisa 81”, aderente a Confcoperative e nata per consentire agli inquilini di acquistare gli alloggi del complesso alle Piagge, e la stessa Banca di Pisa e Fornacette, che in questo modo ha fatto una scelta da “banca del territorio” vicina agli interessi dei cittadini, come tiene ad evidenziare il vicedirettore Marini.
Tutte le fasi della vendita e dei relativi acquisti degli appartamenti sono state seguite da dipendenti della banca e anche i rogiti notarili - si racconta di un vero tour de force avvenuto alla vigilia di Natale - sono stati siglati con la banca che oltre ad avere finanziato con mutui chi ha deciso di comprare gli immobili ha anche messo a disposizione la propria sede di Fornacette per la firma degli atti. Era necessario infatti un atto unico con tutti gli acquirenti.
L'inizio, come ricorda Saporito, era stato piuttosto in salita. Quando nel 2006 Enpam aveva deciso di mettere sul mercato questo patrimonio gli inquilini avevano cercato, spaventati da quelle che avrebbero potuto essere le conseguenze, di ostacolare l'operazione. Trovare un unico acquirente si era rivelato ben presto impossibile proprio per l'ammontare dell'operazione. Così, dopo alcuni tentativi, era nata l'idea della cooperativa e di una possibile sinergia con la banca locale e un mediatore del credito, la società Euroansa spa di Lucca. Tanto per avere un'idea della complessità il “the end” c'è stato ma dopo che sono stati organizzati circa 1.200 incontri con le famiglie coinvolte nella vendita. Alla fine oltre il 60 per cento degli inquilini ha aderito alla cooperativa, chi non ha acquistato è rimasto negli appartamenti, che comunque sono stati posti sul mercato, e paga un affitto a canone concordato. Gli appartamenti sono stati venduti al prezzo di 1.550 euro al metro quadrato, comprensivo dei costi per il rifacimento delle facciate e di altri lavori. Un prezzo, dunque, inferiore a quello reale di mercato.
«I 20 fondi che restano da vendere - dice Saporito - sono già in fase di trattativa, entro giugno pensiamo di chiudere e con orgoglio ci sentiamo di dire che dall'operazione sono stati tenuti alla larga eventuali speculatori». Sui fondi rimasti è prevista una sperimentazione. Sono stati realizzati due appartamenti campione per studenti, in vendita al prezzo di circa 1.800 euro al metro quadro, al netto degli sgravi fiscali, e dotati di molti comfort oltre che costruiti con nuovi criteri anche per il risparmio energetico e le più moderne tecnologie. L'intera operazione gestita dalla cooperativa “Pisa 81”, nata per consentire agli inquilini dell'omonimo complesso alle Piagge di acquistare gli alloggi di proprietà dell'Ente nazionale di previdenza e assistenza dei medici (Enpam), non ha avuto, come è stato spiegato più volte, finalità di lucro. Per le cooperative a mutualità prevalente è prevista la non distribuzione degli utili, che in fase di liquidazione vengono versati per legge al fondo nazionale per lo sviluppo delle cooperative stesse.
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