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Pontedera

Gli operai: «Con i dazi per noi saranno dolori»

Gli operai: «Con i dazi per noi saranno dolori»

Clima teso tra lavoratori e sindacalisti Piaggio per la minaccia del presidente Usa Si temono ripercussioni pesanti sulla produzione e sui livelli occupazionali

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PONTEDERA. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump vuol mettere dazi sulle vendite della Vespa negli Usa. Una notizia arrivata in Italia di prima mattina e che, passando dalle agenzie di stampa ai giornali, alle televisioni e ai siti internet, si è trasformata in una valanga di preoccupazione tra operai e sindacalisti a Pontedera. E a niente è servita la reazione della Piaggio che ha parlato di «mercato Usa residuo rispetto al fatturato complessivo» o di «notizia nota e che non preoccupa». I pareri delle tute blu raccolti davanti ai cancelli della fabbrica hanno tutti un filo conduttore: «Se Trump mette i dazi sulla Vespa per noi saranno dolori».

Per tutta la giornata di ieri è stato un susseguirsi d’interventi per “leggere” la sfera di cristallo di un’azienda che ha puntato molto, in termini d’immagine, sugli Stati uniti. «Se questa indiscrezione venisse confermata per Pontedera sarebbe una sciagura - ha detto Graziano Barsotti, delegato Uilm all'interno della Piaggio - Nello stabilimento di Pontedera produciamo 15-20 mila Vespe l'anno destinate al mercato americano e una sensibile riduzione di questo mercato avrebbe ripercussioni gravissime anche sulla pianta organica della fabbrica che già è in difficoltà».

E ancora: se Donald Trump porterà in fondo l'idea dei dazi «sarà solo una ritorsione, perché noi non vogliamo le carni con gli ormoni, ma ho visto che già negli Stati Uniti sono tanti gli appassionati della Vespa che si sono indignati. Vedremo», ha spiegato Simone Bagnoli della Rsu in quota Fiom-Cgil che poi ha aggiunto: «Per la verità in fabbrica pochi ne erano a conoscenza: ognuno pensa sempre di più al proprio orticello. Nell'ultimo incontro, circa due mesi fa, fu proprio Colaninno ad avanzare questa ipotesi, evidentemente era già nell'aria. Il problema è che non si capisce dove vogliono andare gli Stati Uniti, che fino a poco tempo fa erano i portabandiera del neoliberismo e ora Trump fa questa inversione di rotta. Forse qualche problema in più anche per la Piaggio ci sarà, ma il problema è che negli ultimi dieci anni abbiamo avuto un calo del 50% per la crisi dei mercati e non sarà facile riprenderlo».

Il clima è questo ed è difficile intravedere ottimismo. Anche chi allarga le braccia, durante la pausa pranzo, ammettendo di non capirci granché in queste cose, come Francesco Fontanelli, va a parare sulle incertezze che questi dazi potrebbero comportare per Pontedera: «La preoccupazione c’è, perché siamo sempre in bilico». Lorenzo Romano ritiene che «i dazi che Trump vuole applicare alla Vespa possano essere un freno per Piaggio, visto il prestigio che ha il mercato degli Stati Uniti». E c’è anche chi condivide la scelta del successore di Obama. «In Europa queste decisioni non vengono recepite e sono viste in maniera negativa - ammette Stefano, dipendente della fabbrica di Pontedera da 26 anni che, però, preferisce non dire il cognome - Noi siamo costretti ad accettare prodotti africani o asiatici che, spesso, hanno problemi sotto il punto di vista della sicurezza. Trump sta solo mettendo in pratica il suo programma elettorale. Non mi meraviglia che siamo arrivati a questo punto. Credo che per Piaggio e per Pontedera possa rappresentare un freno e comprendo le preoccupazioni di tutti qui a Pontedera, ma io condivido la sua scelta».

Sull’argomento è intervenuto anche il neo segretario provinciale del Pd, Massimiliano Sonetti, che considera i dazi di Trump sulla Vespa «un insulto a chi ha reso grande la Piaggio». (a.q.)

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