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Protesta contro uno sfratto

Protesta contro uno sfratto

L’Unione inquilini a fianco di una famiglia di 5 persone: «Ma il disagio è cronico»

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CASCINA. «Si fomenta la guerra fra poveri e si nasconde una situazione abitativa insostenibile».

È questa l'accusa che l'Unione Inquilini, insieme a vari movimenti come Rebeldìa e partiti della sinistra radicale, hanno lanciato ieri mattina in occasione dello sfratto esecutivo di una famiglia di cinque persone, tra cui anche minori, al numero 20 di via Alessandrini. Uno sfratto convalidato nel 2014 e rinviato varie volte, anche a seguito di problemi di salute di uno degli occupanti, fra cui anche un caso di meningite l'anno scorso, che ieri mattina ha avuto come epilogo l'arrivo di Carabinieri e ufficiale giudiziario e l'uscita dallo stabile della famiglia. Nucleo familiare accompagnato, dopo una trattativa portata avanti dal sindacato degli inquilini rappresentato dall'avvocato Claudio Lazzeri e Virgilio Barachini, al distretto socio sanitario di Navacchio per tentare una soluzione che vada al di là della sola sistemazione in albergo prospettata dalle istituzioni.

«La sindaca Susanna Ceccardi, fomentando la "guerra tra poveri" (italiani e migranti) durante la campagna elettorale, aveva promesso soluzioni efficaci - hanno dichiarato i due esponenti del sindacato inquilini. - In questo scenario drammatico oggi si sfratta una famiglia a cui è stata riconosciuta la morosità incolpevole e per la quale in questi anni le istituzioni non hanno fatto niente. Una storia ormai sempre più frequente quella che ci racconta questa vicenda, in cui l'unico vero stipendio ha dipeso dal lavoro in edilizia, terminato poi in seguito alla crisi economica. In un trascinarsi della vicenda che ha visto la proprietà mettersi a disposizione, il comprendere la situazione e cercare tramite il legale la sindaca e l'assessore al welfare per chiedere una soluzione abitativa per la famiglia in oggetto, senza ottenere alcuna risposta. I proprietari di casa si sono ritrovati a fare le veci di un'istituzione assente. Servirebbero invece vere voci in capitolo di bilancio per l'emergenza, investimenti e un censimento degli alloggi privati sfitti per convincere i pluri-proprietari a concederli in locazione al comune, che faccia da garante».

Questioni a cui l'assessore al welfare Edoardo Ziello risponde coi numeri del nuovo fondo di garanzia sull'emergenza abitativa, per il quale in questi giorni sono stati stanziati 15mila euro.

«Ne arriveranno presto altri 45mila, anche se stiamo valutando altre soluzioni innovative per venire incontro ad un disagio abitativo cronicizzato e frutto di politiche passate miopi, che ci consegnano un parco case davvero esiguo - ribatte - Pensiamo, ad esempio, ad una convenzione stabile con una struttura ricettiva per i casi di albergazione emergenziale. Una misura temporanea, ma che viene sempre effettuata tenendo conto delle specificità di ogni caso. Quanto alle richieste dei movimenti, per noi sono da rigettare. Il diritto di proprietà è sacrosanto se non per ipotesi eccezionali previste dalla legge».

Nilo Di Modica

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