Attenzione
L’assessore: ripartiamo dal settore giovanile
Al Caffè Granata, organizzato martedì al bar Baldini Stadio, è intervenuto anche l'assessore allo sport Matteo Franconi (nella foto), che ha affrontato il tema del calo di spettatori al Mannucci:...
Al Caffè Granata, organizzato martedì al bar Baldini Stadio, è intervenuto anche l'assessore allo sport Matteo Franconi (nella foto), che ha affrontato il tema del calo di spettatori al Mannucci: «Dobbiamo cercare di coltivare la passione per il Pontedera nei giovani, partendo dai bimbi che militano nel settore giovanile. Negli ultimi anni sono stati fatti investimenti importanti da parte della società nel centro sportivo Oltrera, per migliorare la qualità dei servizi a disposizione dei piccoli calciatori e per trasformare l'impianto in un punto di ritrovo», dice Franconi, che prosegue: «Anche le iniziative nelle scuole sono un buon mezzo per la promozione del Pontedera. È bello che gli studenti conoscano i calciatori e i loro metodi di lavoro. C'è da risvegliare una passione che negli ultimi anni si è un po' affievolita, ma non spenta. Il cuore della città batte ancora per la squadra». Quindi, l'appello ai pontederesi in vista della sfida di sabato sera contro il Prato: «Sono sicuro che la risposta di pubblico sarà importante, perché come ha detto nei giorni scorsi Andrea Caponi, quando c'è da stringersi attorno alla squadra Pontedera sa farsi trovare pronta». Il tormentone, dunque, è chiaro: "Tutti allo stadio". Anche se, come spiega Filippo Tagliagambe, nel gruppo di soci a capo del club, il fenomeno dell'allontanamento della gente dallo stadio non riguarda solo Pontedera: «Negli ultimi anni l'affluenza è calata un po' ovunque. Non è facile portare le famiglie allo stadio, così come non è semplice convincere i giovani a sedersi sugli spalti per assistere alla partita. Mantenendo i contatti con le scuole speriamo di vedere cresce il numero di spettatori che comunque, a mio avviso, non è basso se si considerano i dati di altre realtà calcistiche anche più blasonate di noi».
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