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Pontedera

Abusò della cuginetta di 5 anni: condannato

Abusò della cuginetta di 5 anni: condannato

Ma grazie al rito abbreviato e la confessione lo studente ottiene uno sconto: 2 anni di pena assorbiti dalla condizionale

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PISA. Poche parole alla mamma, confuse all’inizio, più chiare man mano che passavano i giorni. E una zia costretta a mettere con le spalle al muro il nipote, uno studente di 21 anni, con in pugno un’accusa tremenda, quella di aver molestato la figlia, per lui la cuginetta di 5 anni.

Fin dall’inizio questa storia ha avuto un verdetto già scritto, un’assoluzione non era contemplata, perché fu lui ad ammettere tutto e a chiedere di essere processato. Ma proprio le scelte del ragazzo, residente in un piccolo Comune del Pisano, hanno convinto il giudice a concedergli alcune attenuanti e a condannarlo a 2 anni (oltre che a un risarcimento economico per i danni alla minore) per violenza sessuale, ma con la sospensione della pena.

Una sentenza che diventa quasi un caso da manuale. Non solo il giovane, infatti, difeso dagli avvocati Mariateresa Schettini e Andrea Di Giuliomaria, aveva scelto il rito abbreviato, potendo così usufruire dello sconto di un terzo della pena e di un processo basato sugli atti, ma prima aveva anche ammesso i fatti con la mamma della bambina e si era auto denunciato presentandosi dai carabinieri con un legale.

Proprio quella confessione piena, la disponibilità a collaborare e un pentimento sincero, ha evitato al gup Elsa Iadaresta di chiedere l’incidente probatorio e dunque di far ripercorrere le violenze alla bambina, risparmiandole così ulteriori traumi.

Un processo lampo iniziato a fine febbraio che ha travolto due famiglie - il ragazzo finì ai domiciliari, ma soprattutto le mamme di arrestato e vittima sono sorelle - precipitandole in un abisso di dolore.

Vivono in appartamenti vicini e il pm Miariam Romano aveva chiesto e ottenuto il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla bambina, anche dopo il ricorso al Tribunale del Riesame. Ma le misure cautelari adottate nei confronti dello studente sono andate di pari passo alla sua decisione di ammettere gli incontri con la cugina. Così da ieri il ventenne è tornato libero. Agli atti c’erano almeno tre incontri a sfondo sessuale. In tutte le occasioni aveva palpeggiato e toccato la cuginetta. I segnali di quel rapporto sbagliato arrivarono dalla piccola alla madre, la zia del giovane. «Per me era un gioco, non volevo farle del male», ha ammesso il ragazzo, che ha già accettato di essere seguito da uno psicologo per avviare un percorso di riabilitazione. I genitori della piccola, assistiti come parte offesa dal’avvocato Rosita Magli, hanno ottenuto un risarcimento economico. Ma ieri, all’uscita dall’aula, entrambe le famiglie sono scoppiate in lacrime. La sentenza è stata una liberazione, e anche un modo per cominciare a ricucire un rapporto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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