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Un gruppo milanese sbarca e assume trentacinque tecnici

Un gruppo milanese sbarca e assume trentacinque tecnici

L’azienda di costruzioni meccaniche “Albizzati Group” ha deciso di investire a Guasticce A maggio al via la produzione. Sono ancora aperte le procedure di selezione del personale

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GUASTICCE. «Noi siamo imprenditori veri. Siamo abituati a lavorare con la concretezza, non con la fantasia». Parole di Giuseppe Albizzati, milanese, presidente di Albizzati Group e general manager di Alex-sistemi spa. Il messaggio è chiaro e forte: niente magheggi della finanza, zero fronzoli, ma economia reale, dunque. L’imprenditore, che guida l’azienda coadiuvato dai suoi tre figli, è nel piazzale dello stabilimento di Guasticce, a seguire da vicino le ultime rifiniture a capannoni e piazzali. A maggio conta di partire con la produzione a Livorno, che si porterà dietro trentacinque nuovi posti di lavoro. Cinque manager e una trentina di altri addetti tra saldatori, carpentieri e tecnici vari. Tutti da reperire sul territorio. Già alcuni di loro sono stati assunti, e mentre sono ancora aperte le procedure di selezione, per altri sono in corso di valutazione i curriculum, che vanno inviati a personale@alex-sistemi.it.

La sua azienda, con sede e impianti di produzione a Milano, si è aggiudicata infatti due commesse internazionali, del valore complessivo di 40 milioni per la realizzazione e l’assemblaggio di moduli di comando e controllo e analisi di dati, i cosiddetti shelter, a servizio di impianti di estrazione di petrolio e raffinerie in Kuwait. Sostanzialmente si tratta di cabine abitabili, contenute in enormi container da nove metri e mezzo di larghezza, cinque di altezza e fino a 32 di lunghezza. Già pronte all’uso e dotate di tutta l’impiantistica necessaria (impianti elettrici, di raffreddamento, riscaldamento e antincendio) dopo l’assemblaggio finale, verranno imbarcate a banchina direttamente dal porto di Livorno. Proprio per la dimensione e la difficoltà del trasporto di questi particolari prodotti è stato addirittura richiesto all’Autorità portula e l’allargamento di uno dei varchi doganali a fianco del Galvani. Le cabine sono destinate al controllo e al funzionamento di impianti Oil & Gas, necessarie per seguire i processi industriali che vanno dall’estrazione alla raffinazione del petrolio. Soltanto per queste due commesse ci sarà da lavorare fino al dicembre del 2018. «Avevamo partecipato a due gare convinti di vincerne una, e ce le siamo aggiudicate entrambe», spiega Albizzati.

Una commessa sarà espletata dallo stabilimento milanese e l’altra qui in Toscana. Sempre a Milano, dove l’azienda possiede strumentazioni più sofisticate, con tecnologia al laser ad esempio, resterà la produzione di alcuni componenti particolari, ma entrambi gli assemblaggi saranno completati a Livorno.

«In Italia siamo in due a fare questo tipo di lavorazioni - aggiunge l’imprenditore milanese - e nella gara abbiamo battuto la concorrenza anche degli americani».

Enrico Paradisi

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