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Sindaci geotermici contro la Regione

Sindaci geotermici contro la Regione

I Comuni chiedono di decidere cosa fare dei loro territori Nel mirino l’individuazione delle aree non idonee alle trivelle

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POMARANCE. I sindaci dei Comuni geotermici della Toscana contro la Regione per la “Risoluzione in merito alla definizione delle aree non idonee per l’utilizzo delle risorse geotermiche in Toscana” approvata dal consiglio regionale. Lo stesso documento che è stato salutato con favore dai numerosi comitati di cittadini che si oppongono al proliferare di trivelle geotermiche in zone che ritengono non idonee agli insediamenti industriali.

Il nodo è rappresentato dallo stallo in cui sono piombati gli iter autorizzativi per l’esplorazione di questa risorsa energetica per un settore che, come ricordato nel documento con cui si chiede un incontro alla Regione (e che non è ancora stato concesso), garantisce nella sola Toscana oltre milleottocento occupati tra diretti e indiretti e, negli ultimi cinque anni, ha investito oltre 150 milioni di euro all’anno con ricadute pressoché totali sull’industria italiana.

Il riferimento è a Enel Green Power, società che dà sviluppo malgrado il blocco delle concessioni. Ma la paura dei sindaci di Pomarance, Castelnuovo Valdicecina, Monteverdi Marittimo, Radicondoli, Chiusdino, Montieri e Monterotondo Marittimo è che il colosso dell’energia, visti i numerosi interventi all’estero, decida di abbandonare la Toscana.

Martedì ci sarà una riunione proprio a Larderello, nella sede di Enel, tra l’azienda e le amministrazioni comunali, per discutere sugli effetti di questa situazione di sostanziale stop (dal 2010 non vengono date nuove concessioni) sulle ditte appaltatrici e sull’indotto. Un quadro che fa preoccupare, a detta dei sindaci, con alcune aziende che sono già in sofferenza.

Secondo gli amministratori, la legge già prevede delimitazioni agli insediamenti produttivi e chiedono di rivedere la risoluzione. «Vogliamo avere la possibilità di decidere cosa è meglio per i nostri territori assumendoci la responsabilità per la quale i cittadini ci hanno dato fiducia, senza imposizioni o valutazioni predeterminate e aprioristiche - si legge nella nota -. Chiediamo pertanto alla giunta regionale di rivedere l’impostazione data dalla risoluzione consiliare lasciando ai singoli Comuni interessati la possibilità di valutare quale sia la scelta più giusta e coerente in merito allo sviluppo locale e al rapporto con la geotermia».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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