Sicurezza
Babb rivive grazie al suo laboratorio rimesso a nuovo
Pontedera: una gigantografia dell’artista scomparso lo scorso maggio campeggia sulla facciata dell’edificio di via della Repubblica
PONTEDERA. Ci sono ancora le “Ms” morbide a fianco del panchetto su cui si siedeva prima di mettersi all'opera. I suoi occhiali da vista, la sua tavolozza dei colori, il piedistallo che ha ospitato decine di tele bianche divenute, a suon di pennellate e fantasia, manifesti del pensiero libero. Giorgio Dal Canto, in arte Babb, era un personaggio fuori dagli schemi. Nella vita e nell'arte. Che poi, per lui, erano la stessa cosa. Nella mattina di sabato 25 marzo, il laboratorio del pittore pontederese, scomparso nel maggio scorso, è stato riaperto e reso visitabile da amici, parenti e ammiratori dell'artista.
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Il fondo in via della Repubblica è di proprietà della famiglia Vivaldi, a capo dell'omonima tipografia nella zona industriale de La Bianca, che oltre a far rivivere per una mattina il luogo del cuore di Babb, ha scelto di dedicargli una gigantografia sulla facciata dell'edificio. Un modo per mantenere vivo il ricordo di Dal Canto, incastonandolo in una delle vie più trafficate della città. In molti hanno voluto visitare il laboratorio di Babb. Nello stesso locale, inoltre, è stata allestita un'esposizione di oggetti della famiglia Vivaldi: da una serie di macchine da scrivere, alle insegne pubblicitarie, tutto compreso tra le mura che ospitano parte dell'archivio storico dei Vivaldi, con i libri accuratamente ordinati per anno e per argomento.
Un luogo di cultura in salsa pontederese, che il sindaco Simone Millozzi vorrebbe presto rendere patrimonio cittadino: «Abbiamo un tesoro da sfruttare, mi adopererò per capire come e in quale misura possiamo valorizzarlo», spiega Millozzi, che poi illustra nel dettaglio le sue intenzioni: «Palazzo Pretorio ha uno spazio espositivo libero, sarebbe bello che venisse arricchito con le opere di Giorgio Dal Canto. Cercheremo sicuramente di mettere in piedi un percorso in questa direzione».
Quindi, lo sguardo alle nuove generazioni: «Il genio e l'estro di Babb meritano di essere spiegate e insegnate ai bambini delle scuole cittadine. Giorgio era uno spirito libero, anarchico, ma al tempo stesso sempre rispettoso del punto di vista degli altri. Credo - ha concluso Millozzi - che sarebbe bello e giusto raccontare di lui agli studenti, anche e soprattutto attraverso le sue opere».
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