Proteste
«Ampliamenti autorizzati il Comune dica perché»
CASCINA. Che la discarica del “Tiro a Segno”, già attiva dalla metà degli anni 60 come "campaccio” e successivamente chiusa a seguito della costruzione dell'inceneritore di Ospedaletto, dovesse...
CASCINA. Che la discarica del “Tiro a Segno”, già attiva dalla metà degli anni 60 come "campaccio” e successivamente chiusa a seguito della costruzione dell'inceneritore di Ospedaletto, dovesse restare in vita per ricavare i soldi necessari alla bonifica era emerso già con le precedenti amministrazioni comunali guidate dal centrosinistra. E oggi, come negli anni passati, le opposizioni (quindi anche chi in precedenza ha voluto l’accordo per la bonifica) gridano allo scandalo per un percorso che è ratificato da anni.
Il 28 giugno 2016 (con la sindaca leghista Susanna Ceccardi appena eletta) la Regione Toscana, dopo aver ripreso le competenze in materia ambientale a seguito del riordino delle funzioni provinciali, decretava l’aggiornamento dell’Autorizzazione integrata ambientale (Aia) confermando un aumento del quantitativo di rifiuti da conferire che passavano da 170.000 mc iniziali a 210.000 mc e, quindi, da 255.000 tonnellate a 279.300 tonnellate. Con istanza del 2 dicembre 2016 Ecofor Service ha avanzato, alla Regione Toscana, un ulteriore progetto chiedendo un nuovo ed ulteriore aumento delle volumetrie da conferire attraverso la sopraelevazione del colmo della discarica. La documentazione è stata contestualmente avanzata anche presso il Comune di Cascina che, il 12 gennaio, faceva pervenire il proprio «contributo con il quale dava riscontro di conformità alle prescrizione del regolamento urbanistico e, inoltre, esprimeva la propria posizione favorevole in quanto, gli impatti ambientali del progetto, risultavano poco significativi e le misure di mitigazione proposte condivisibili.
Con un decreto del 23 febbraio la Regione Toscana autorizzava, quindi, un ulteriore aumento volumetrico di 44.000 mc equivalenti a 58.520 tonnellate circa portando, conseguentemente, il volume complessivo della discarica a 254.000 mc corrispondenti a 337.820 tonnellate.
Fabio Poli, consigliere comunale dei Socialisti, ha presentato un’interrogazione al sindaco e alla giunta comunale per conoscere «le motivazioni per cui gli ampliamenti, l’allungamento dei tempi e le modifiche relative alla tipologia di rifiuti conferiti, hanno costantemente disatteso il protocollo d’intesa iniziale; quali siano le motivazioni per cui è stato concesso anche l’ampliamento ultimo e se ciò è unicamente riconducibile alle maggiori entrate derivanti dallo smaltimento dell’amianto rispetto alle precedenti tipologie di rifiuto; se siano state effettuate le verifiche sui quantitativi conferiti e se sono stati versati i conseguenti corrispettivi; se sono state fornite le necessarie garanzie per la gestione post-mortem del sito».
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