Il dolore
Alunni stranieri, S. Croce al secondo posto in Italia
Il 40,8 per cento di al di sotto dei 6 anni non ha la cittadinanza italiana È la fotografia scattata dal ministero dell’Istruzione e dalla fondazione Ismu
SANTA CROCE. Quella che esce dai numeri è la fotografia di una Santa Croce sempre più multietnica. La fotografia di una cittadina dove i suoi abitanti più piccoli, quelli al di sotto dei 6 anni, hanno per il 40,8 per cento una cittadinanza straniera: cittadinanza di un paese che generalmente non hanno mai conosciuto e che probabilmente non conosceranno mai. Se invece si allarga il quadro all'intera fascia delle scuole comunali, dalla materna fino alla terza media, si scopre che il comprensivo Banti di Santa Croce è il secondo in Italia per numero di stranieri, battuto solo dal Comune di Baranzate, in provincia di Milano, e ben al di sopra di un Comune come Prato citato spesso per la sua presenza di stranieri.
A dirlo sono i dati nazionali del ministero dell'Istruzione e della fondazione Ismu, l'Istituto per lo studio della multietnicità, illustrati da Mario Rotonda, presidente dell'associazione Arturo, nell'ambito del progetto "Comunica" organizzato dal Comune di Santa Croce e dall'Unar (l'Ufficio nazionale anti-discriminazioni razziali) per la settimana contro il razzismo.
All'incontro, ospitato nella sala parrocchiale Giovanni XXIII, sono intervenuti anche Enrico Di Pasquale della fondazione Leone Moressa, che ha presentato il Rapporto 2016 sull'economia dell'immigrazione e Francesco Paletti della Caritas Pisa che ha illustrato il Dossier statistico sull'immigrazione 2016.
«A dispetto dell'alta presenza di stranieri nel nostro territorio - ha fatto notare Rotonda - i dati 2016 mostrano un calo di richieste di cittadinanza. Un dato che deve essere valutato perché può voler dire tante cose: o gli aventi diritto stanno via via sparendo oppure ci sono ragioni economiche».
Ad ogni modo, Santa Croce resta di gran lunga la capitale dell'accoglienza nel comprensorio del Cuoio: con il suo 23 per cento, di fatto, un quarto dei santacrocesi è di origine straniera. Seguono nell'ordine Castelfranco con il 13,9 per cento, Montopoli con l'8,6 e infine San Miniato con il 7,2. «Per sfatare un luogo comune ha provato a mettere in relazione la percentuale di stranieri con il colore politico delle amministrazioni locali», ha aggiunto Rotonda, confrontando i dati di Castelfranco e di Altopascio per mostrare come, a dispetto della diversa storia politica, i due comuni abbiano avuto una crescita di stranieri quasi identica.
Giacomo Pelfer
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