Il Tirreno

Pontedera

Secondo arresto in 2 settimane

Secondo arresto in 2 settimane

Evade dai domiciliari il tunisino bloccato dopo l’accoltellamento alla stazione

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PONTEDERA. Lo hanno visto in auto muoversi per Pontedera. Non era un automobilista di passaggio. Era uno che doveva essere agli arresti domiciliari. Dal riconoscere l'identità al fermo sono passati alcuni minuti, con i carabinieri del nucleo operativo della Compagnia che hanno subito bloccato Rachid Ben Elhej, 32 anni, di origini tunisine, che nel giro di due settimane colleziona così il secondo arresto.

Il primo, quello avvenuto in piazza della Stazione il 17 marzo per aver ferito a coltellate un connazionale, si era tradotto in un patteggiamento a 16 mesi per lesioni aggravate e relativi arresti domiciliari dopo la sentenza.

Nella “gara” tra chi si mette più volte nei guai, quello che era stato il bersaglio di Rachid, il tunisino Adel Talbi, 22 anni, era stato a sua volta arrestato dopo qualche giorno per spaccio, sempre in zona stazione. Un patteggiamento a un anno ed era tornato in libertà.

Ora Ben Elhej effettua il “sorpasso” sul numero di arresti nei confronto del connazionale-rivale: 2-1. Ai domiciliari dal 18 marzo, ha resistito poco nella casa di una giovane di Pontedera che aveva accettato di ospitarlo. Quell'uscita in macchina lo ha fatto tornare in manette. Ieri mattina in Tribunale il giudice Eugenia Mirani (pm onorario Giovanni Pepe) ha convalidato il fermo disponendo di nuovo i domiciliari per il tunisino, difeso dall'avvocato Gabriele Dell'Unto, ma stavolta con la novità tecnologica del braccialetto elettronico.

Vicende che s’intrecciano con una situazione difficile tra il quartiere della stazione, la zona di piazza Andrea da Pontedera (o Belfiore) e le zone vicinissime a corso Matteotti. Gli episodi che hanno riguardato i due tunisini seguono a pochi giorni di distanza fatti simili avvenuti proprio nell’area di piazza Belfiore, da cui le forze dell’ordine e l’amministrazione comunale hanno preso spunto per dare un giro di vite alla microcriminalità e al degrado che si stavano sviluppando. I problemi, però, si sono spostati in via della Misericordia dove, da alcuni giorni, i residenti lamentano l’aumento di grida notturne e di persone che bivaccano fuori dai locali presenti in quella parte di città disturbando la quiete pubblica proprio nel momento in cui ci sarebbe bisogno di silenzio. Avvisati dalla cittadinanza, carabinieri e polizia municipale hanno effettuato controlli e sono riusciti momentaneamente a riportare la tranquillità per il vicinato. «Ma la situazione non è per niente sotto controllo», spiegano alcune famiglie che abitano nella strada.

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