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Morto in Fi-Pi-Li, il carro attrezzi era senza revisione

Morto in Fi-Pi-Li, il carro attrezzi era senza revisione

Il mezzo che è stato tamponato dal commerciante poi travolto era vecchio e non avrebbe potuto circolare. Domani il funerale

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CASCINA. Dopo l’autopsia, che è stata effettuata ieri, la salma del commerciante ambulante travolto e ucciso sabato mattina da un automobilista lungo la superstrada Firenze-Pisa-Livorno, potrà finalmente essere consegnata alla famiglia per il funerale.

Michele Pacifico, 65 anni compiuti lo scorso febbraio, nato a San Bartolomeo in Galdo in Campania ma ormai da tanti anni residente nel comune di Cascina, a Latignano, riceverà l’ultimo saluto nella chiesa della frazione cascinese domani pomeriggio, con inizio della funzione alle 14.30. Nella giornata di oggi il feretro sarà trasferito dall’istituto di medicina legale all’abitazione del povero commerciante, che dopo aver lavorato per tanti anni per un’azienda di movimento terra con l’arrivo della crisi dell’edilizia si era inventato un lavoro insieme alla moglie, rimasta anche lei disoccupata. Andavano insieme a fare i mercati e la donna lo ha visto morire, falciato da un furgone.

I coniugi infatti stavano andando al mercato di Ponte a Elsa con il loro mezzo attrezzato per la vendita di generi alimentari. All'altezza dell'uscita di Ponsacco, Pacifico ha tamponato un carro attrezzi. Il furgone è andato semidistrutto, gli airbag si sono attivati. L’uomo - erano passate da poco le 7 di sabato mattina - è sceso dal suo mezzo ed è stato travolto da un altro furgone che stava arrivando nella stessa direzione, verso Firenze. Sull’incidente la polizia stradale di Livorno, intervenuta per i rilievi, ha aperto un’indagine. Il conducente del furgone che ha travolto e ucciso la vittima è stata indagato per omicidio colposo a seguito dell’incidente stradale.

La moglie della vittima. Liliana, 60 anni, è stata sentita dalla polizia. Il carro attrezzi tamponato dai commercianti ambulanti era vecchio, non era stato sottoposto a revisione e probabilmente non poteva circolare, stando a quanto è emerso dai primi controlli. Inoltre, la velocità del secondo furgone, quello dell’investitore, avrebbe avuto un ruolo non secondario nella tragedia. Aspetti questi che saranno chiariti nelle indagini ancora aperte.

«Siamo ancora sconvolti da quello che è successo - dice la vedova - la moglie dell’autista che ha investito mio marito ha contattato mio figlio per cercare di scusare il marito per quello che è successo. Sinceramente siamo così provati dalla morte di mio marito che ancora non siamo in grado di pensare a nient’altro».

In questi giorni in tanti si sono uniti al dolore della famiglia Pacifico. Poiché la vittima andava a fare i mercati in molti paesi della provincia, era conosciuta da tanti cittadini. Che potranno quindi unirsi al dolore dei familiari e partecipare domani alle esequie.©RIPRODUZIONE RISERVATA

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