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Pontedera

Lampioni spenti aumentano i furti

Lampioni spenti aumentano i furti

Ladro di biciclette “acciuffato” da un cane barboncino Preoccupa l’abbandono dei rifiuti alle case popolari

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LA ROTTA. In via di Favella, a pochi passi dai laghi Braccini, l’illuminazione pubblica non si vede. «La strada è stata da tempo ceduta al Comune di Pontedera – racconta Rossella Sabatini, residente nella zona e vicepreside in una scuola di Fucecchio – ma non ci sono né i lampioni, né i netturbini che passano. Per illuminarla devo attrezzarmi da sola». Rossella, insieme a molte altre persone, è venuta a parlare con i giornalisti della redazione di Pontedera al Caffè Tirreno, l’iniziativa del nostro giornale per raccontare le frazioni della città attraverso le parole dei cittadini. Quella di ieri, dalle 14 al circolo Arci Il Botteghino, è stata la seconda tappa in città, dopo quella del bar Marianelli in stazione.

Il buio, a La Rotta, porta i furti. «Quest’estate – racconta la vicepreside – due balordi mi sono entrati nel giardino di casa per rubare una bicicletta. Il mio barboncino, sentendo il rumore, è corso fuori e ha messo in fuga i ladri, fermandone uno. Si è avventato mordendogli i pantaloni e lo ha fatto cadere. È stato preso e a fine anno partirà il processo». La bici è rimasta al suo posto solo per poco: tempo qualche settimana e altri ladri gliel’hanno portata via. «In giardino c’era una Ducati – spiega la professoressa – ma i ladri erano interessati solo alla bici. La stessa sorte è toccata ai vicini di casa: una banda ha fatto irruzione nel loro garage rubando tutti i mezzi a due ruote. C’era anche una motosega, ma non l’hanno presa».E un altro caso particolare di furti ha toccato tre donne vicine di casa, alle quali i ladri hanno fatto visita a stretto giro. In ciascuna casa sono entrati nel giro di pochi giorni, in orari simili: prima e immediatamente dopo cena.

Paesani in calo. Segnali di un presidio di abitanti storici del posto che si sta affievolendo e che serviva anche da deterrente per la microcriminalità e da controllo delle strade. La Rotta, infatti, nel corso degli anni è cambiata moltissimo: l’età media della popolazione è aumentata e il lavoro è diminuito. «Da quando le fornaci hanno chiuso – racconta Gianfranco Bonsignori, ex presidente del circolo Arci dove siamo stati ospiti e socio da 40 anni – ci sono meno possibilità di impiego e molte meno nascite, come anche altrove. Diversi abitanti si sono trasferiti, chi in Lombardia, chi in Piemonte. Solo noi pensionati abbiamo possibilità economiche». «I paesani? Non ci sono più come una volta – sottolinea Aldo Franchi – e sono stati sostituiti dagli stranieri. Molte case sono state affittate a loro, visto che la frazione si è spopolata di rottigiani». I giovani, insomma, sono per lo più nati da famiglie arrivate dall’estero.

Sempre meno trasporti. E a proposito di giovani: capita che la mattina gli autobus degli alunni diretti a Pontedera passino in ritardo. «Me lo dice mio nipote - afferma Claudio Picchi – ed è un disagio figlio dell’accorpamento delle linee: hanno tagliato quella de La Rotta, ora unita ad altre. È così». E sempre sul filone trasporti c’è la segnalazione dell’attuale presidente del circolo Arci Il Botteghino, Sergio Capecchi: «Fino a poco tempo fa per andare a Pontedera passava un autobus ogni mezzora. Ora, invece, ne passa uno all’ora e raggiunge il Romito, allungando fatalmente il giro e creando non pochi disagi».

L’abbandono dei rifiuti. La Rotta non si può definire terra di nessuno, ma ci sono alcune situazioni preoccupanti. Come quella riportata da Piermichele Malucchi sull’abbandono dei rifiuti: «Abito alle case popolari e nei bidoni della raccolta differenziata condominiale troviamo spesso spazzatura che non appartiene alle famiglie del palazzo, in special modo di imprese edili che scaricano materiale di notte».

La vitalità del paese. Ma ci sono anche cose positive, come il passaggio pedonale che consente di arrivare al Parco dei Salici a Pontedera, come sottolineato dallo stesso Malucchi. O come la vitalità del paese sottolineata da Carlo Nebbiai: «Qui si vive tutto sommato bene e gli abitanti sono attivi e coesi. Si vede dalle tante iniziative che vengono organizzate, tra feste cene e manifestazioni di solidarietà. Anche se le cose sono cambiate pure in questo senso. «Anni fa venivano organizzate tre feste dell’Unità - racconta Rosa Barsotti - Una alla Rotta, una al Botteghino e una a Pietroconti. Ora sono diminuite anche quelle».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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