Toscana
I bus vincono sui treni Più corse e meno care Stazioni sottoutilizzate
Nella tratta Cascina-Pisa il mezzo su gomma più conveniente al netto dell’eventualità di finire in mezzo a un ingorgo
CASCINA. Veloce, comodo e puntuale. Il treno è un mezzo di collegamento efficiente, ma allo stesso tempo, ricco di contraddizioni. Ogni giorno le nostre città sono attanagliate dal traffico, motivo d'incolonnamenti, stress e del peggioramento della qualità dell'aria che respiriamo.
Però, mentre Pisa è stato inaugurato il People Mover e Peccioli ripensa al vecchio progetto della metropolitana leggera della Valdera, le tre stazioni ferroviarie cascinesi restano sottoutilizzate. Basta passarci qualche ora per averne la prova.
Cosa significa? Da una parte, i pendolari, scelgono la gomma per convenienza economica. Dall'altra, il servizio offerto dai bus di linea, è più competitivo per numero di corse e copertura delle diverse fasce orarie della giornata.
Sessanta corse. Sulla tratta che collega Cascina a Pisa, la Ctt Nord, in un qualsiasi giorno feriale invernale, mette a disposizione sessanta corse. Trenitalia, invece, si limita a far fermare sul territorio cascinese solo trentaquattro treni, e propone, quindi, circa la metà del servizio offerto lungo la Tosco Romagnola.
I costi. Non solo, il treno ha un costo maggiore e rispetto ai 2 euro chiesti per una corsa semplice in autobus, per andare a Pisa il pendolare cascinese delle ferrovie ne deve sborsare 2,60, in altre parole, il 30% in più (il divario aumenta esponenzialmente in caso di abbonamenti settimanali, mensili o di più lunga durata nda).
Le stazioni. E pensare che le stazioni presenti sul territorio cascinese sono pulite, ordinate e funzionali. A Cascina, San Frediano a Settimo e Navacchio, non è dato trovare una carta a terra, né sporcizia o incuria; solo silenzio, l'assenza dei viaggiatori e il rombo dei diversi treni di passaggio a grande velocità.
«Vivo a cento metri dalla stazione di San Frediano a Settimo - dice Laura Cambris - ma a condizioni normali, non ho necessità di utilizzare il treno. A volte, però, mi capita di andare a Pisa per lavoro e trovo comunque più conveniente il pullman».
Gli orari. Quel che rende meno attraente l'uso delle ferrovie, è la poca elasticità degli orari e i buchi presenti in determinate fasce della giornata.
«Mio figlio - continua Cambris - va a scuola a Pontedera e per lui sarebbe opportuno l'uso del treno, più veloce e comodo per vicinanza. Invece, in caso di uscita anticipata o di cambio degli orari di lezione, si ritroverebbe a piedi, quindi ogni giorno prende l'autobus sulla Tosco Romagnola. Basterebbe potenziare il servizio, e la nostra ferrovia, diventerebbe senza sforzo una metropolitana di superficie capace di collegarci alle aree circostanti».
26 minuti per 13 km. Lungo la tratta Cascina-Pisa il pullman di linea compre i circa tredici chilometri di distanza in ventisei minuti, con punte massime di percorrenza attestabili intorno alla mezz'ora (cui aggiungere eventuali ingorghi e intoppi legati alla guida su strada).
Il treno in questo senso è competitivo e sempre vincente. Su ferrovia, infatti, da Cascina si arriva in stazione centrale a Pisa in un quarto d'ora, con picchi di percorrenza di ventitré minuti.
I buchi nel servizio. Nella sala d'attesa della stazione di Cascina troviamo Alessandro Meucci.
«Da tre anni uso il treno regolarmente - spiega - e non ho mai avuto difficoltà. Per noi di Cascina il vero problema sono i buchi nel servizio in determinate ore della giornata, ad esempio, dalle 10 di mattina fin quasi alle 13 e nel primo pomeriggio, dalle 14 alle 16. Il treno impiega la metà del tempo ed è più comodo rispetto al trasporto su gomma, ma senza un'intensificazione delle corse, non potrà mai veramente competere coi pullman - conclude Meucci - che nelle ore di punta hanno dei tempi di attesa strettissimi, intorno al quarto d'ora».
Carlo Palotti
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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