La manifestazione
L’appello ai tifosi granata «Sabato tutti al Mannucci»
LA ROTTA. Un parcheggio che nel tempo si è trasformato in una discarica a cielo aperto. Siamo a La Rotta, lungo la trafficata Tosco Romagnola, proprio di fronte alla vecchia e alla nuova farmacia...
PONTEDERA. «La presenza del pubblico è importantissima: in campo avvertiamo tantissimo il suo calore, che può davvero darci una spinta in più. Sabato ci auguriamo di avere una cornice di spettatori come negli anni passati. È anche grazie ai nostri tifosi che a volte abbiamo ottenuto risultati eclatanti. Ora, fra virgolette, viviamo un po’ un momento di difficoltà, ma se la città ci sta vicino, in questo rush finale, possiamo salvarci e raggiungere un altro grande traguardo».
Il capitano del Pontedera, Federico Vettori, chiama a raccolta tutti i supporter granata per la partita decisiva di sabato, in casa contro il Prato. Primo aprile, ore 20,30, stadio Ettore Mannucci. Pontedera a 34 punti poco sopra la soglia dei playoff, Prato a quota 29 e penultimo con la volontà di uscirne fuori per restare in Lega Pro. «Vogliamo sentire il boato dei 4mila del Mannucci – si lascia scappare Massimo Turini, grande tifoso granata che ha incontrato i giornalisti della redazione di Pontedera al Caffè Tirreno – altrimenti perché ho fatto mettere i doppi vetri ad alcune famiglie che abitano vicino allo stadio? Il nostro motto è: “Poca spesa, tanta resa”».
Per Fernardo Forconi, l’importante è «non uscire sconfitti». «Io penso che possiamo raggiungere i 44 punti – dichiara il tifoso – e di conseguenza la quota salvezza. Ora dobbiamo pensare a sabato: meglio vincere, ma l’importante è non perdere». «Dobbiamo salvarci in tutte le maniere – aggiunge Bruno Lenzi – e sabato da buon abbonato sarò sugli spalti. Spero nell’ultima partita, ad Alessandria contro la capolista. Magari sono già sazi e promossi. Che ci regalino qualche punto...».
Fra i tifosi granata solo grandi parole di elogio nei confronti di mister Paolo Indiani. «Io sono stato allenatore e, dal ’95 al ’97, ero al Montecalvoli – rivela Sirio Aringhieri, presente al bar Baldini Stadio insieme ad alcuni amici – e lui è un tecnico bravissimo, si vede anche dal lavoro quotidiano che svolge con la squadra. Non capisco come mai non riesca a salire in categorie superiori». Massimo Sevieri è d’accordo con lui. «L’accoppiata Giovannini - Indiani ci ha regalato grandi soddisfazioni – afferma – portando il Pontedera in alto negli ultimi anni e dimostrando anche in questa stagione di saperci fare con i giovani. Il settore giovanile è cresciuto molto sta lavorando bene con l’Oltrera».
Libano Pantani segue il Pontedera dal 1960. «Sono stato anche magazziniere – racconta – e la passione per i colori granata è sempre viva. Le televisioni e la tessera del tifoso hanno un po’ allontanato la gente dallo stadio. Indiani è un allenatore molto valido e se salva la squadra fa un doppio miracolo, visto che era partita male. La società – continua – ha avuto l’intelligenza di dare carta bianca al mister e a Giovannini. Il derby più sentito resta quello contro il Ponsacco, ma negli ultimi anni le gare con il Tuttocuoio sono abbastanza sentite e spesso ci mettono in grande difficoltà». Carlo Barsotti è il fondatore dei Boys e oggi fa parte della Vecchia guardia, sempre presente in gradinata. «Io e altri supporter – rivela durante il Caffe Tirreno – nel 1979 abbiamo fondato il tifo organizzato del Pontedera. Eravamo adolescenti. Per noi è una ragione di vita, in senso sportivo ovviamente. Ho iniziato a seguire le partite da quando avevo tre anni con il mio babbo e il mio nonno al campo Marconcini. Bisogna far conoscere la storia del Pontedera anche alle nuove generazioni, magari con gli incontri nelle scuole e facendo promozioni e sconti allo stadio».
Nedo Caponi, 77 anni, negli anni Cinquanta ha giocato nella Beretti. «È da 60 anni che vado allo stadio – racconta emozionato – ma ora ci divertiamo veramente tanto, anche perché ci confrontiamo con squadre molto più blasonate di noi. L’importante è rimanere in Lega Pro». Al Caffè Tirreno è venuto anche Giulio Testi, dirigente del settore giovanile dei granata. «Diversi ragazzi sono arrivati da fuori Toscana e hanno iniziato negli Allievi – dice – e, nonostante si possa ancora migliorare, siamo soddisfatti del campionato che stiamo facendo. Gli avversari spesso sono molto più attrezzati di noi a livello organizzativo, ma noi siamo forti. Sabato? È una partita decisiva: da qui e dalla trasferta di Carrara passa la nostra salvezza».
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