Il Tirreno

Pontedera

Trovato il terzo corpo nel Serchio

di Pietro Barghigiani
Trovato il terzo corpo nel Serchio

I sommozzatori lo hanno ripescato a circa 300 metri dall’impatto in acqua. Indagine per omicidio colposo plurimo

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SAN GIULIANO TERME. Lo hanno trovato a circa trecento metri dal punto di impatto della Passat, sotto il ponte di Ripafratta. Era imbrigliato sott’acqua dopo essere stato spinto dalla corrente una volta espulso dall’abitacolo della Volkswagen volata nel Serchio domenica mattina.

È l’ultimo cadavere quello di Lucian Cristea, 31 anni, due figli, dei tre ripescati dai sommozzatori dei vigili del fuoco. È stato visto e riportato sulla terraferma intorno alle 16 dopo che dalla mattina le ricerche erano state localizzate nell’area del ponte per poi spostarsi a valle.

Era una speranza che aveva del miracoloso quella di poterlo ritrovare vivo. I parenti ci credevano, preparandosi al peggio. Anche Lucian, come il cugino Marius Nicolae, 31 anni, e Cristian Mircea 26 anni, tutti romeni e impegnati in attività di raccolta ferro, viveva nelle abitazioni in via Fattori a poca distanza dal luogo della tragedia.

Il corpo ha raggiunto gli altri, già portati domenica pomeriggio all’istituto di medicina legale al Santa Chiara di Pisa dove nei prossimi giorni verrà eseguita l’autopsia disposta dal sostituto procuratore Flavia Alemi, titolare dell’inchiesta per omicidio colposo plurimo.

Il quesito ancora da sciogliere riguarda chi fosse alla guida. L’auto, dopo ulteriori ricerche con l’aggiornamento delle trascrizioni dei passaggi di proprietà, era intestata da qualche giorno proprio a Lucian Cristea, mentre il precedente intestatario era un romeno 27enne, residente a Massarosa, al cui nome sono registrate 127 auto. Un altro particolare emerso durante i controlli della polizia municipale di Vecchiano è che la Passat aveva una copertura assicurativa della durata di 5 giorni con scadenza prevista per oggi.

L’informativa sull’incidente è stata consegnata ieri mattina in Procura. La velocità è il fattore ritenuto decisivo per spiegare la perdita di controllo dell’auto trovata con la quinta marcia inserita.

Il parapetto pedonale, di una precarietà imbarazzante, sbriciolato per una trentina di metri poco ha potuto contro la Passat diventata un missile in fase di lancio atterrata con il tettino nel Serchio dopo un volo di almeno quaranta metri.

La ricerca di una responsabilità penale non è un esercizio retorico. E coinvolge anche l’eventuale proprietà del ponte in una fase iniziale delle indagini in cui si parte ad ampio raggio per poi filtrare quello che può essere ritenuto di rilievo penale. E non va dimenticato il fronte della responsabilità civile a livello assicurativo. Ci sono tre famiglie che in una manciata di secondi si sono trasformate in tre vedove e sette orfani. L’assicurazione scadeva oggi e l’incidente di domenica è, come si dice, coperto. Ammesso che si riesca a chiarire chi fosse alla guida.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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