Finanza
Ecco come sarà riorganizzato il sistema
Il recente collegamento tra Santa Maria a Monte e Aquarno, di fatto, è solo primo tassello di un'opera di cui si parla da almeno vent'anni, destinata a convogliare nel Valdarno la depurazione di una...
Il recente collegamento tra Santa Maria a Monte e Aquarno, di fatto, è solo primo tassello di un'opera di cui si parla da almeno vent'anni, destinata a convogliare nel Valdarno la depurazione di una buona fetta di Toscana. Un progetto discusso e rivisto più volte, in parte ridimensionato rispetto alle previsioni iniziali e riorganizzato nella sua funzionalità pratica. Tutto nasce dalla necessità di abbattere gli indici inquinanti degli scarichi, andando a "diluire" i reflui industriali grazie a un maggior afflusso di reflui civili. L'obiettivo è quello di reimpiegare l'acqua depurata all'interno delle concerie, creando di fatto un'economia circolare. Da qui la decisione di convogliare gli scarichi civili di altri territori nei due depuratori di Aquarno e Cuoiodepur (nella foto), permettendo così di dismettere decine di piccoli depuratori ormai superati. Nel caso di Santa Croce, Aquarno potrà contare sugli scarichi in arrivo dagli altri comuni del Cuoio e soprattutto da una parte della Valdinievole, dove è prevista la realizzazione di due condotte principali: una destinata a raggiungere Ponte a Cappiano e quindi Santa Croce, l'altra indirizzata al futuro depuratore di Ponte Buggianese che dovrà fornire acqua pulita al Padule. Sulla sponda sud dell'Arno, invece, il progetto prevede di convogliare a Cuoiodepur gli scarichi in arrivo da San Pierino e dal depuratore di Empoli destinato alla dismissione. Nella partita del Tubone, infine, è prevista anche una riorganizzazione della depurazione in Valdera attraverso i due depuratori di Peccioli e Pontedera. (g.p.)
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