Il dolore
Ingoia involucro di droga, rischia di soffocare
Giovane salvato da un carabiniere e poi arrestato per spaccio: è lo stesso che era stato accoltellato
PONTEDERA. Per non farsi arrestare ha cercato di inghiottire un involucro con l’eroina. Due giorni prima era scampato all’aggressione di un connazionale che, armato di un coltellaccio da macellaio con una lama di 26 centimetri, aveva cercato di ferirlo. L’idea di fare sparire la droga, mandandola giù in fretta e furia, non gli è servita. Prima Adel Talbi, classe 1995, tunisino senza fissa dimora e irregolare sul territorio nazionale, è stato soccorso evitandogli di restare soffocato. Poi è stato arrestato per spaccio.
L’arresto è la dimostrazione di quanto i carabinieri avevano sospettato subito dopo l’accoltellamento avvenuto vicino a piazza Unità d’Italia, nei pressi delle fermate del bus. Quello non era un semplice litigio tra stranieri che non sanno come trascorrere le loro giornate o che si contendono la stessa donna. Era un regolamento legato a questioni di droga e di spaccio, visto che accoltellatore e vittima sono vecchie conoscenze delle forze di polizia.
In sostanza, dopo avere rischiato la vita - con il coltello l’aggressore aveva mirato all’addome anche se poi aveva ferito il rivale alle mani - Talbi era tornato alle sue occupazioni alla stazione ferroviaria.
Nel pomeriggio di sabato i carabinieri di Pontedera, nell'ambito del servizio preventivo "Strade sicure" e insieme ai militari con loro impiegati, hanno arrestato in flagranza di reato il tunisino di 22 anni per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente: eroina.
«Il giovane, sorpreso dai carabinieri, ha dapprima tentato di ingoiare un involucro contenente 8 grammi di eroina. Poi, grazie a una manovra effettuata da uno dei militari per risolvere la crisi respiratoria da cui il giovane era stato colpito, l'involucro è stato recuperato», hanno spiegato i carabinieri della compagnia di Pontedera. Questa volta era difficile per il tunisino collegare l’involucro a chissà quali altre storie. Del resto i militari di Pontedera conoscono bene i due protagonisti dell’aggressione con accoltellamento. Così in occasione del primo controllo che c’è stato alla stazione, dopo la lite tra i due tunisini, hanno cercato di verificare meglio la situazione. Talbi, che si era “liberato” dell’aggressore, il quale dopo il processo per direttissima ha patteggiato la pena di un anno e quattro mesi e si trova ai domiciliari, non aveva fatto i conti con i militari. Questa mattina davanti al giudice sarà lui ad essere processato per direttissima per un reato grave come lo spaccio di droga.
Sabrina Chiellini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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