Il Tirreno

Pontedera

Piaggio, sciopero in 2R «Cattiva organizzazione»

I sindacati hanno proclamato un’ora di astensione dal lavoro alla fine del turno «Organici ridotti con responsabili di linea che sostituiscono gli operai in catena»

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PONTEDERA. Prove tecniche d'intesa all'interno della Rsu della Piaggio, dove l'altro giorno i delegati del reparto Due ruote hanno proclamato un'ora di sciopero a fine turno per protestare contro l'organizzazione del lavoro. Un segnale che segue la strada intrapresa a livello complessivo tra i sindacati che stanno discutendo insieme per presentare all'azienda una piattaforma rivendicativa per il rinnovo del contratto integrativo. Il tutto, però, senza l'Unione sindacale di base (Usb) che sta seguendo una strada tutta sua. Martedì e mercoledì i suoi esponenti hanno convocato assemblee retribuite per spiegare la piattaforma e mercoledì saranno in tribunale a Pisa per l'udienza del procedimento per condotta antisindacale nei confronti di Piaggio.

Niente larghe intese, quindi, anche se s'intravede un abbozzo di unità tra le sigle. Usb a parte, Fiom Cgil, Uilm Uil e Fim Cisl stanno intavolando una discussione per arrivare a un documento comune che riassuma gli elementi su cui trattare con l'azienda per il rinnovo dell'accordo di secondo livello. Lo sciopero in Due ruote può essere considerato una prova che parte da elementi ritenuti concreti. Si parla di organizzazione del lavoro nel reparto dopo un incontro tra sindacato e il responsabile dell'officina e del personale. «Abbiamo esposto tutte le problematiche che stanno emergendo nell'ambito dell'organizzazione del lavoro, dovute a organici ridotti che spesso vedono i responsabili di linea sostituire gli operai in catena creando disagio ai lavoratori - si legge in un comunicato a firma "Rsu 2R" - Inoltre chi va a sostituire gli assenti negli stazionamenti lo fa senza avere un addestramento adeguato e, se sbaglia, è soggetto a provvedimenti disciplinari».

Un tema emerso in un periodo in cui il lavoro in fabbrica sta tornando, considerato l'avvicinarsi del picco produttivo. Un momento, però, segnato dal ricorso ai contratti di solidarietà che coinvolgono i dipendenti a tempo pieno, mentre sono rientrati al lavoro i part-time verticali. Nel comunicato si legge che «considerando gli organici della due ruote abbiamo richiesto il reintegro immediato di chi è in contratto di solidarietà, visto che chi doveva lavorare ai banchini è stato sostituito da lavoratori di altri reparti con mansioni diverse». E in più, «a questo va aggiunto che ci sono part-time verticali ai quali vengono richieste più mansioni e sono sempre di secondo livello. Inoltre denunciamo le pressioni che vengono fatte ai lavoratori con contratto part-time orizzontale, a sei ore, per cambiare orario in base alle esigenze aziendali, senza fare incontri ufficiali su questo tema con il sindacato».

Andreas Quirici

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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