Sicurezza
«Il trasferimento delle dottoresse non è collegato all’inchiesta»
FAUGLIA. Le due dottoresse - rispettivamente medico specialista di struttura R.S. di Montalto di Fauglia e responsabile medico Istituto di riabilitazione di Montalto di Fauglia - sono state...
FAUGLIA. Le due dottoresse - rispettivamente medico specialista di struttura R.S. di Montalto di Fauglia e responsabile medico Istituto di riabilitazione di Montalto di Fauglia - sono state trasferite ad altri incarichi, ma «il trasferimento delle mie clienti ad altri incarichi - scrive l'avvocato Michele Palla in relazione a un nostro articolo uscito il 16 marzo - nulla a che vedere con i fatti all'attenzione della magistratura circa presunti maltrattamenti subìti dai pazienti della struttura di Montalto».
«Come risulta dalle lettere a firma del direttore generale della Fondazione Stella Maris - prosegue Palla - le mie assistite sono state assegnate ad altro incarico, peraltro di pari valore nell’organizzazione della Fondazione (e non ad altre, inesistenti, aziende), nell'ambito di un processo di riorganizzazione dell'Istituto già avviato nell'autunno del 2016 che già aveva portato al cambiamento del responsabile di struttura. Nella nota relativa al nuovo incarico inviata alle mie assistite, la Fondazione precisa testualmente: "appare opportuno precisare che la presente disposizione in nessun caso può assumere il significato di una qualche forma di responsabilità per i fatti di cui è cronaca in questi giorni, la cui valutazione in ogni caso è pertinenza esclusiva della magistratura". Sempre nella nota inviata alle dottoresse, poi, il direttore porge alle due professioniste un sincero ringraziamento manifestando: "il più vivo apprezzamento per l'opera professionale che ha svolto in questi anni, in favore esclusivo dei nostri ospiti". In alcun modo, dunque, la modifica degli incarichi delle dottoresse è stata ricollegata dalla Fondazione ai fatti di cronaca cui allude l'articolo o a un giudizio negativo circa l'opera prestata. Le dottoresse - sottolinea il legale - hanno già manifestato alla Fondazione per scritto il loro disappunto, riservandosi ogni tutela, per l'inopportuna e intempestiva decisione di modificare i loro incarichi in un momento nel quale, viste le recenti cronache, essa poteva essere facilmente e maliziosamente strumentalizzata per ipotizzare un di fatto inesistente collegamento con le vicende in corso di accertamento da parte della magistratura, come in effetti è avvenuto. Le mie assistite, comunque, si sono già messe a completa disposizione degli inquirenti per fornire ogni contributo all’accertamento dei fatti». Le due dottoresse - conclude l'avvocato - ritengono «inaccettabile un loro accostamento a episodi che in alcun modo appartengono al loro modo di interpretare la propria delicata funzione nella certezza di aver costantemente agito nei rapporti con pazienti e familiari con la massima esigibile professionalità e serietà».
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