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«Da tempo i genitori chiedevano le telecamere»

«Da tempo i genitori chiedevano le telecamere»

Annalisa Cecchetti, presidente dell’Anmic: temevano che potessero accadere episodi poco chiari

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FAUGLIA. L’inchiesta della Procura ha permesso di accendere i riflettori sulla residenza riabilitativa di Montalto di Fauglia che è convenzionata con il servizio sanitario nazionale ed accreditata presso il sistema sanitario regionale, ma che negli ultimi anni sembra essere “sfuggita” ad un controllo verso e proprio.

«La vicenda è piuttosto articolata – afferma l’avvocato Annalisa Cecchetti, presidente provinciale dell’Associazione nazionale mutilati e invalidi civili (Anmic) e coordinatrice nazionale dell’Ufficio contro le discriminazioni – Ci auguriamo che l’indagine penale faccia il suo corso e vengano accertate le eventuali responsabilità».

All’avvocato Cecchetti si sono rivolte le famiglie che fanno parte dell’ Agosm, Associazione genitori ospiti di Montalto, e chiedono di essere seguite in una vicenda che è soltanto all’inizio. Per loro è importante che si intervenga anche per migliorare la qualità dell’assistenza riservata ai pazienti del centro di Montalto.

«In passato mi sono già interessata dell’istituto – spiega – per ragazzi che avevano avuto incidenti e sono stati risarciti del danno in quanto venne accertata la responsabilità dell’istituto nella mancata vigilanza».

Da molto tempo i genitori dei disabili seguiti dal centro di Montalto chiedono «l’installazione di telecamere in tutti gli ambienti in quanto temevano che potessero succedere cose poco chiare come quelle che emergono oggi dall’inchiesta. Noi disponiamo solo di video girati in uno dei refettori, ma i genitori si chiedono cosa possa accadere nelle camere o in altri contesti in cui c’è mancanza di vigilanza».

Il legale spiega che le famiglie hanno più volte - ma invano - chiesto di essere ascoltate e ricevute dal direttore generale della Stella Maris, in passato si sono rivolte anche al dottor Giuseppe Cecchi della Società della Salute. Oggi, più che mai, i genitori tornano a chiedere maggiori controlli anche da parte dell’Asl, visto che la struttura è privata ma convenzionata e riceve soldi pubblici, per le rette degli ospiti che risiedono soprattutto a Pisa, Livorno e Lucca, ma che arrivano anche da altre regioni.

«I disabili accolti a Montalto hanno famiglie che li seguono – spiega ancora l’avvocato – Di conseguenza i genitori sono convinti che sia necessario fare qualcosa di più per migliorare sia le condizioni di vita nella struttura che la qualità delle strutture stesse». Nel centro non c’è un ascensore, per esempio, e la manutenzione lascia piuttosto a desiderare, stando al racconto di alcuni genitori.

«Le immagini di cui siamo a conoscenza – conclude Cecchetti – lasciano vedere episodi di maltrattamenti, spinte e strattonamenti, che non hanno nulla a che vedere, a nostro avviso, con metodi educativi, necessari con persone difficili proprio per il fatto che hanno gravi disabilità».(s.c.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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