Lutto
Ristori, ai licenziati mancano l’indennità e la liquidazione
Dramma sociale per i trentasette rimasti senza lavoro I mancati pagamenti attribuiti a problemi burocratici
PONTEDERA. Sarebbe “grottesco” il termine per definire il momento che stanno vivendo i lavoratori licenziati dalle Officine Ristori. Se non fosse che qui è in corso un vero e proprio dramma sociale e non sono ammessi riccioli linguistici e o giri di parole. È drammatico e pericoloso lo stato di assoluto abbandono in cui versano le trentasette famiglie di altrettanti lavoratori licenzia (erano quarantaquattro in origine, poi due sono stati assunti di nuovo e cinque sono stati riportati in fabbrica con contratti a termine). La denuncia arriva da Samuele Nacci della Uilm Uil: «I lavoratori licenziati il 27 dicembre non hanno ancora riscosso l’indennità di disoccupazione e nemmeno la liquidazione».
E i risvolti sarebbero, come detto, grotteschi, ma c’è solo da arrabbiarsi se si pensa che i mancati pagamenti sarebbero da attribuire a problemi burocratici, tra cui una controversia tra l’azienda e l’Inps. «Il mancato pagamento della disoccupazione è da attribuire al fatto che i licenziamenti sono stati fatti nel 2016 - spiega Nacci - quando era in vigore la mobilità che consentiva all’azienda di licenziare senza ulteriori pagamenti allo Stato. Ma le comunicazioni all’Inps sono state fatte all’inizio di gennaio, quando è entrata in vigore la Naspi, che invece richiede il versamento di 1.400 euro per ciascun licenziato. Ristori dice che i licenziamenti rientrano nella normativa legata alla mobilità. L’Inps, invece, ha inserito le pratiche nella Naspi. E il contenzioso sta bloccando i pagamenti».
Ma nelle tasche dei lavoratori manca anche il trattamento di fine rapporto (Tfr). E anche in questo caso la situazione appare complicata. «Il corrispettivo degli anni lavorati fino al 2007 dovrebbe essere versato direttamente dall’azienda - aggiunge il sindacalista - Da quell’anno in poi, è l’Inps a pagare sulla base di versamenti effettuati dai datori di lavoro. Passaggio che diventa concreto solo dopo che la ditta in questione presenta la relativa documentazione. La proprietà ci ha detto che non è in grado di pagare la liquidazione fino al 2007. E non sta nemmeno facendo i fogli per permettere all’Inps di versare il Tfr dal 2007 in poi ai lavoratori. La situazione per gli ex dipendenti e le loro famiglie si fa sempre più pesante».
Da qui l’appello a sbloccare una vicenda che non ammette più rinvii. «Si sta aggravando il disagio sociale di chi è rimasto senza lavoro - dice ancora Nacci - e che vive la beffa di non ricevere neppure quello che gli spetta da licenziati. Le istituzioni devono intervenire».
«Ma in più c’è anche da sottolineare che, malgrado l’azienda abbia scelto di licenziare così tanti lavoratori - aggiunge il sindacalista - i carichi di lavoro per chi è rimasto in fabbrica sono notevoli. Si fanno straordinari, si lavora il sabato. Insomma, era prevedibile che ci sarebbero state incongruenze tra la riduzione dell’organico e le commesse che Officine Ristori deve realizzare per Piaggio. Che sono le stesse dell’anno scorso, periodo in cui tutti i lavoratori sono stati impiegati a pieno».
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