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Lo sfogo di una mamma: «Costretta a chiamare un pediatra privato per mia figlia malata»

Lo sfogo di una mamma: «Costretta a chiamare un pediatra privato per mia figlia malata»

Una madre che abita nel territorio di Cascina segnala un problema avuto con un medico pediatra

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CASCINA. Una madre che abita nel territorio di Cascina - omettiamo il nome dato che la vicenda coinvolge una minore - segnala un problema avuto con un medico pediatra.

«Abito in una frazione del comune di Cascina e mia figlia, di quasi 7 anni, martedì 7 marzo aveva febbre alta. Il mattino seguente si è svegliata con delle bolle e gran prurito a tal punto che piangeva dal bruciore. Ho telefonato di primo mattino al pediatra descrivendo l'accaduto e dicendogli che a me pareva varicella, ma io non sono un dottore e avevo bisogno di una sua diagnosi. Il pediatra mi ha risposto di portargliela allo studio alle 16. Gli ho chiesto di venire a vederla a casa, dato che la mattina non aveva ambulatorio e che la bimba stava male, lui mi ha risposto che non sapeva se ce la faceva e se alle 15,30 non l'avessi ancora visto arrivare la dovevo portare allo studio. Ma stiamo scherzando?! Gli ho detto che, rispondendomi così mi, costringeva a rivolgermi ad un altro dottore a pagamento che facesse visita domiciliare e lui ha accettato di buon grado la soluzione che gli prospettavo, rispondendomi: “Sì, tanto se è varicella le prescriveranno antistaminici e talco mentolato”».

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«È possibile - chiede la donna - avere un pediatra Usl che faccia visite domiciliari quando i bimbi stanno male? È possibile che i dottori non vengano neppure se la bimba ha febbre alta e varicella? E chiedono di portarla in questo stato allo studio col rischio di complicazioni per lei e di contagio per gli altri. Questa cosa proprio non mi pare giusta. E non è l'unico dottore che ha quest’usanza. Sono rattristata nel vedere tutti questi studi d'attesa pieni di bimbi febbricitanti che aspettano ore per essere visitati».

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