Il dolore
Manca l’acqua poste chiuse e sale la protesta
Disagi e disservizi per l’interruzione idrica Rubinetti a secco per 11 ore per otto cantieri
PONTEDERA. Una tranquilla giornata senz’acqua con disagi diffusi, serrande delle attività commerciali abbassate e prevenzione dei problemi con taniche e tazzine del caffè di plastica. L’interruzione idrica da 11 ore per 20mila abitanti di Pontedera e frazioni è filata via tutto sommato lisca, salvo le proteste degli utenti delle poste che si sono trovati chiusi gli uffici per via proprio della mancanza d’acqua e la presunta impossibilità di poter utilizzare il bagno.
Per il resto i cittadini si sono organizzati attingendo acqua dalle botti dislocate da Acque Spa in giro per il territorio, in attesa che i rubinetti tornassero a erogare quello che ormai è ritenuta una risorsa a disposizione sempre di tutti. Ma che, quando si verificano giornate come quella di ieri, in cui vengono programmati ben sette cantieri (a cui se n’è aggiunto un ottavo) in contemporanea per concentrare i disagi in un solo giorno, si capisce quanto preziosa sia. L’acqua, tra l’altro, è tornata dalle 19 in poi, momento in cui si sono conclusi i lavori.
Così, se molti bar del centro hanno deciso di chiudere dalla mattina, altri lo hanno fatto nel pomeriggio. Ma in tanti sono rimasti aperti. Come il Chicco Nero o il Caffè del Duomo, dove il caffè è stato servito in bicchierini di plastica. «Semmai il problema è stato per il mancato utilizzo del bagno - ha spiegato Michela Crespina del Caffè del Duomo - Una situazione che ha messo in difficoltà molti clienti».
Numerosi i parrucchieri chiusi. Uno di quelli aperti è stato Carlo Giusti, il barbiere di via Gotti: «Non ho fatto lo shampoo ai clienti, ma mi sono attrezzato con bottiglie di acqua minerale per poter tagliare i capelli ed effettuare le rasature». Un altro che ha fatto di necessità virtù è stato Ivano Stefanini di Pollo gigante in via Roma: «Ho riempito vari pentoloni d’acqua, non ho programmato la pulizia delle verdure e ho lavorato comunque. D’altra parte, in giornate così, bisogna scegliere. O si chiude rinunciando a una giornata di lavoro, oppure ci si organizza e si va avanti comunque malgrado un disagio che, probabilmente, poteva essere evitato. Se, infatti, i lavori fossero stati fatti di notte ci saremmo risparmiati una giornata di questo genere».
Disagi limitati, quindi, anche se non sono mancate le polemiche. Specialmente sui social network. Le scuole chiuse sono state uno degli argomenti su cui si è dibattuto su Facebook, tra chi sottolineava che non era stato un problema così grande aver fatto perdere un giorno di lezione ai ragazzi e chi, invece, criticava l’amministrazione per una decisione sbagliata rispetto all’entità del disagio. Un altro argomento che ha sollevato proteste è stata la chiusura dell’ufficio postale di via Silvio Pellico. Anche in questo caso i pareri si sono divisi su un problema che, secondo molti, si poteva superare con un minimo di adattamento alle difficoltà di una giornata particolare, di cui l’amministrazione comunale aveva dato informazioni in anticipo.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
