Proteste
Case popolari, controlli a tappeto
Il Comune scrive agli assegnatari e chiede di dimostrare che non hanno proprietà all’estero
CASCINA. Stanno continuando, a pieno regime, i controlli a tappeto annunciati dall'assessore al Welfare, Edoardo Ziello, su tutti gli assegnatari delle case popolari del territorio cascinese.
Infatti, come preannunciato, all'inizio del mese dalla giunta, insieme ai controlli sul catasto, alla verifica dei redditi e a quella anagrafica, utilizzando la tecnica dei dati incrociati, è stato chiesto agli assegnatari stranieri di portare, agli uffici competenti, i documenti che attestano l'assenza di proprietà immobiliari ubicate nel territorio estero.
«Abbiamo completato le verifiche su tutti i nuclei assegnatari di alloggi popolari, sia italiani che stranieri e sono emersi dei dati molto importanti che stiamo analizzando, ma per avere il quadro completo della situazione abbiamo fatto recapitare a tutti gli assegnatari comunitari ed extracomunitari, una lettera con cui chiediamo di fornirci la certificazione attestante l'assenza di proprietà immobiliari all'estero nel termine di sessanta giorni». Tutti i componenti del nucleo devono presentare tale certificato a meno che non abbiano ancora compiuto la maggiore età. Chi non fornirà la documentazione richiesta, agli uffici delle politiche abitative, integrerà una condizione di decadenza dall'assegnazione ai sensi della legge regionale che regola la materia.
«Per gli italiani è molto semplice accedere alle informazioni relative al proprio stato immobiliare, in quanto è tutto registrato, mentre per le persone di origine straniera non è sempre così facile perché nel nostro catasto non appaiono le proprietà che lo straniero potrebbe possedere all'estero, sempre che lo stesso non le denunci, ma è molto raro», dice Ziello.
«La strada dei controlli a tappeto è fondamentale ai fini della configurazione dell'equità sociale perché chi occupa, senza averne titolo, toglie un diritto a chi effettivamente ne ha bisogno e con questa attività analitica capillare e di buonsenso riusciremo ad adempiere ad un altro punto del programma delle nostre politiche abitative e sociali», conclude l'assessore Ziello.
La lettera è stata invitata nei giorni scorsi. E ai cittadini viene spiegato il progetto dell’amministrazione. «È volontà di questa amministrazione comunale dare avvio ai controlli in merito all'assenza di titolarità di diritti di proprietà, usufrutto, uso e abitazione su immobili ad uso abitativo ubicati nel territorio italiano o all'estero». Viene chiesto di presentare all'ufficio casa il certificato rilasciato nel paese di provenienza, analogo a quello prodotto dalla Conservatoria dei Registri in Italia che attesti la titolarità o la non titolarità di diritti di proprietà immobiliare nel Paese di provenienza.
Tutti i componenti il nucleo familiare devono presentare tale certificato a meno che non abbiano ancora compiuto la maggiore età (i certificati devono essere tanti quanti sono i soggetti maggiorenni che compongono il nucleo familiare).
Si danno poi una serie di informazioni per mettersi in regola con quanto richiesto dal Comune. La convalida dell'atto deve essere apposta nel certificato dall'Ambasciata Italiana nel Paese dal quale proviene il certificato.
Al certificato convalidato deve essere allegata una traduzione in lingua italiana, conforme al testo straniero, dalla competente rappresentanza diplomatica o consolare, ovvero da un traduttore ufficiale; più facilmente il certificato convalidato può essere portato presso il Tribunale di Pisa per la traduzione. La documentazione deve essere consegnata tempestivamente presso l'ufficio Casa del Comune di Cascina (viale Comaschi n. 116) e comunque non oltre 60 giorni dal ricevimento della lettera.
La mancata presentazione della documentazione richiesta entro i termini stabiliti darà avvio al procedimento di cui all'articolo 35, accertamento della situazione del nucleo familiare e decadenza dall'assegnazione, della legge regionale e successive modifiche e integrazioni.
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