Carismi, piano di salvataggio da 200 milioni
SAN MINIATO. La cifra necessaria per la sottoscrizione dell’aumento di capitale resta di 150 milioni. Ma con il calcolo dei crediti deteriorati si superano i 200 milioni. È quanto scrive il Sole 24...
SAN MINIATO. La cifra necessaria per la sottoscrizione dell’aumento di capitale resta di 150 milioni. Ma con il calcolo dei crediti deteriorati si superano i 200 milioni. È quanto scrive il Sole 24 Ore e che trova conferma negli uffici della Cassa di risparmio di San Miniato, dove si vivono ore di attesa per l’annunciato salvataggio della banca che tarda ad arrivare. In corso sempre il fondo Barents Re e la cordata d’imprenditori italiani che fa capo al banchiere romano Vincenzo De Bustis con Banca d’Italia che sta vagliando i piani industriali presentati dai due pretendenti, ma anche ancora non ha sciolti i nodi per la presentazione dell’offerta vincolante.
L’articolo del giornale di economia e finanza analizza la situazione dell’istituto di credito sanminiatese che sarebbe legato al futuro delle Casse di Cesena e Rimini, anche queste coinvolte in operazioni di salvataggio che dovrebbero coinvolgere il Fondo interbancario dei depositi. Secondo quanto riportato, per tutte e tre le situazioni mancherebbero all’appello circa 200 milioni di euro. Denaro che servirebbe per contribuire a sanare i problemi finanziari delle banche in questione.
Da San Miniato si dicono tranquilli rispetto all’esito positivo della sottoscrizione per l’aumento di capitale. Sembrerebbe solo questione di tempo. Frase che, a dire la verità, viene ripetuta ormai da settimane, se non da mesi.
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