Il Tirreno

Pontedera

Bando per la concessione dell’acqua Tesorino

Il gestore storico si dimentica di chiedere il rinnovo e il Comune è costretto a ricorrere alla gara

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MONTOPOLI. Chi fosse interessato può fare domanda entro il 21 aprile. È il termine fissato dal Comune di Montopoli per chi vuole accaparrarsi la sorgente del Tesorino, attraverso un bando di gara che, di fatto, rimette in ballo la concessione per la "coltivazione" delle acque fino ad una durata massima di 25 anni.

Un passaggio obbligato per l'amministrazione comunale, dopo che l'attuale gestore, la società Tesorino Srl, aveva presentato in ritardo la domanda per il rinnovo della concessione. Una presentazione avvenuta lo scorso luglio, oltre il temine della scadenza fissata dalla normativa regionale, costringendo il Comune ad avviare l'iter per la riassegnazione. «Se avessero fatto domanda secondo in tempi previsti - spiega il sindaco di Montopoli Giovanni Capecchi - avrebbero potuto continuare senza bisogno del bando, una volta verificato ovviamente il rispetto di determinati requisiti». Un inghippo che ha costretto Montopoli, nel quale ricade la gran parte del giacimento idrico condiviso con San Miniato e Palaia, a dotarsi lo scorso ottobre di un apposito "Regolamento per la ricerca e la coltivazione di acque minerali, di sorgente e termali", per poi procedere con l'apertura del bando. Ad oggi non sono ancora pervenute domande, anche se tutto lascia pensare che l'unica istanza, alla fine, sarà proprio quella della Tesorino Srl, decisa ovviamente a rimanere al proprio posto al di là di ogni passaggio formale.

In via teorica, tuttavia, niente vieta ad un altro privato di farsi avanti per concorrere all'assegnazione della sorgente. Una possibilità che ha creato anche qualche preoccupazione per il personale impiegato all'interno dello stabilimento. «Francamente non credo che esista questo rischio - riprende Capecchi - anche perché il bando è stato strutturato per premiare il gestore che intende mantenere gli occupati della precedente concessione». A detta del primo cittadino, del resto, l'ipotesi di un soggetto alternativo a Tesorino appare improbabile: «Le strutture appartengono a loro - spiega Capecchi -. Qualora volesse subentrare un'altra società dovrebbe sobbarcarsi anche dei costi per acquisire il marchio e lo stabilimento». La società Tesorino è quindi al lavoro in questi giorni per presentare la domanda secondo i requisiti richiesti dal Comune. Nel frattempo, in attesa della chiusura del bando e della nuova riassegnazione, il Comune ha provveduto ad assegnare la sorgente a Tesorino Srl in via provvisoria, in modo da garantire continuità allo stabilimento e salvaguardare i posti di lavoro.

Giacomo Pelfer

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