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Pontedera

Sequestrata la colf e ripulita la cassaforte

Sequestrata la colf e ripulita la cassaforte

Assalto alla villa della famiglia Venerosi Pesciolini a Ghizzano

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GHIZZANO. «Volevano sapere dove era la cassaforte, mi hanno minacciato e poi mi hanno chiuso in cantina». La colf filippina è rimasta sequestrata in quel locale fino a quando una delle proprietarie non è tornata a casa e l’ha trovata sotto choc.

È l’epilogo di una rapina iniziata alle 9 di ieri mattina quando due malviventi sono entrati nella villa di proprietà della famiglia Venerosi Pesciolini, nel paese di Ghizzano, passando dalla porta principale. Ad aprire a quelli che si sono presentati come due tecnici dell’acquedotto è stata la domestica filippina, persona fidata che lavora da tanti anni per la famiglia Venerosi Pesciolini.

La donna si è fidata dei due sconosciuti che hanno recitato un copione purtroppo tristemente noto. Una volta entrati, dopo avere detto che erano stati inviati a controllare la qualità dell’acqua perché c’era il serio rischio di una contaminazione, hanno messo in atto la seconda parte di uno dei raggiri più conosciuti e con cui i malviventi anche l’estate scorsa hanno fatto piangere numerosi anziani in provincia. I due falsi tecnici, forse stranieri stando al loro accento, hanno chiesto alla domestica, che in quel momento era da sola in casa, di prendere gli oggetti d’oro e di metterli al sicuro in frigorifero, in quanto loro avrebbero dovuto effettuare dei lavori e che le sostanze utilizzate, oltre a quelle presenti nell’acqua, avrebbero potuto danneggiare l'oro e i preziosi. In questo momento, come poi la colf ha spiegato, la donna ha intuito che quei due non la stavano raccontando giusta. Lei non ha ceduto alla richiesta dei due falsi tecnici e si è ribellata, stando al racconto fatto ai carabinieri. A quel punto è stata minacciata e strattonata dai rapinatori che l’hanno costretta a dire dove si trovava la cassaforte. Spaventata dalle parole di quei due sconosciuti, che minacciavano di farle del male, la filippina li ha condotti nella stanza dove si trova la cassaforte. Quello che è successo dopo è insolito rispetto ai precedenti casi di raggiri porta a porta, se così si possono definire, messi in atto ai danni degli anziani. I banditi hanno aperto la cassaforte con una smerigliatrice - erano quindi arrivati con l’intenzione di portare via non solo l’oro che avevano chiesto alla governante di mettere in frigorifero – e hanno prelevato l’intero contenuto, soldi e gioielli. L’ammontare complessivo non è stato reso noto in maniera ufficiale e i proprietari si sono riservati di fornire un inventario dettagliato nelle prossime ore. Si parla comunque di un danno superiore ai 20mila euro. Sul posto, appena i proprietari della villa hanno dato l’allarme, sono intervenuti i carabinieri della compagnia di San Miniato e della stazione di Peccioli per i rilievi e avviare le indagini. Sono stati istituiti posti di controllo lungo le strade della Valdera, anche se almeno nelle fasi iniziali non c’erano notizie certe rispetto al mezzo usato dai malviventi per la fuga. Anche se la storica villa è nel centro del paese, i due sembrano essere riusciti abbastanza bene a dileguarsi senza dare troppo nell’occhio, forse allontanandosi a piedi.

Sebbene fortemente provata dalle minacce, la filippina ha provato a descrivere i due sedicenti tecnici che l’hanno poi chiusa nella cantina dopo averla minacciata.(s.c.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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