Gioco
Nasce il comitato No forno Obiettivo seicento firme
Numerosi i cittadini che hanno partecipato all’incontro con il sindaco Terreni Tutti contrari all’impianto per la cremazione che dovrebbe sorgere a Lavaiano
LAVAIANO. Com'era prevedibile, la questione del forno crematorio che il Comune di Casciana Terme Lari ha intenzione di realizzare a Lavaiano ha portato alla nascita del comitato di cittadini che si oppongono al progetto e alla partenza della raccolta di firme per presentare la richiesta di marcia indietro in consiglio comunale. Le motivazioni e le spiegazioni del sindaco Mirko Terreni, fornite durante l'assemblea dell'altra sera, non hanno convinto I tanti abitanti della frazione e delle zone limitrofe. Neppure la proposta di indire un referendum sull'argomento ha trovato terreno fertile.
«Prenderemo in esame le vostre idee sul progetto - ha detto Terreni - ma credo che prima i abbandonare un piano di questa portata servirebbe sottoporre la questione alla consultazione popolare».
Parole che hanno fatto ribollire la sala strapiena di persone, alcune anche in strada perché i posti nell'ex cinema erano finiti. E dire che, in origine, l'assemblea era stata convocata al circolo Arci di Lavaiano. Poi si è optato per un cambio di sede davanti alla massiccia presenza di cittadini. «Se dobbiamo fare un referendum per il forno crematorio allora facciamolo anche per le scuole e le strade», è stato gridato al sindaco che ha cercato per tutta la sera di controbattere a chi muoveva critiche al progetto dal punto di vista dell'inquinamento e sotto il profilo della sostenibilità economica.
I timori delle persone riguardano, infatti, l'aspetto ambientale. Ma preoccupa anche la portata di una operazione che vedrebbe l’ente locale affidare la gestione degli undici cimiteri a una società privata che, attraverso un project financing, realizzerebbe il forno crematorio, sfruttandolo per rendere sostenibile dal punto di vista finanziario il piano industriale. Un investimento di oltre cinque milioni di euro che ricalca, a grandi linee, operazioni simili che le società private coinvolte nel progetto di Lavaiano hanno realizzato o per ora solo presentato in altre zone d'Italia.
La sommossa popolare era prevedibile. All'assemblea c'erano anche famiglie di aree vicine come Ponsacco, preoccupate del rischio inquinamento. Idee da chiarire, specie su questo aspetto che, però, troveranno sfogo nella raccolta di firme cominciata già attraverso i social network. Il comitato "No forno Lavaiano" punta a raccoglierne un minimo di 250, cifra che non dovrebbe rappresentare uno scoglio particolare vista la presenza di tanti cittadini all'appuntamento col sindaco dell'altra sera. Riuscire a raccogliere 600 firme comporterebbe la possibilità di presentare subito al consiglio comunale la richiesta di ritiro della delibera in cui si cita il forno crematorio così come gli atti con cui si dà concretezza all'operazione, oltre a far votare il consiglio sul progetto.
Andreas Quirici
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
