Sicurezza
Inseme Spa, per il giudice licenziamenti illegittimi
SAN MINIATO. Licenziamenti illegittimi. E azienda condannata a pagare ai due ex dipendenti dodici mensilità, con tanto di contributi, oltre all'obbligo di riassumerli. È l'ordinanza firmata dal...
SAN MINIATO. Licenziamenti illegittimi. E azienda condannata a pagare ai due ex dipendenti dodici mensilità, con tanto di contributi, oltre all'obbligo di riassumerli.
È l'ordinanza firmata dal giudice del lavoro, Marco Viani con cui è stato accolto il ricorso di due dipendenti della sede di San Miniato della Inseme Spa - azienda di produzione genetica bovina - base a Modena e stabilimenti anche tra Reggio Emilia e Lodi.
La chiusura dell'azienda era arrivata nel novembre 2015 dopo un'acquisizione definita tre anni prima. Una dozzina di dipendenti furono messi a casa. Dieci trovarono poi un accordo con la proprietà per un addio monetizzato senza strascichi legali. Due operai agricoli, al contrario, di 58 e 52 anni, assistiti dagli avvocati Marco Canapicchi e Gianluca Baldi, hanno impugnato il licenziamento vincendo la causa con il diritto agli arretrati e al reintegro. In sostanza non dovevano essere licenziati perché la proprietà aveva l'obbligo di valutare l'eventuale reimpiego dei lavoratori in altri sedi aziendali. Una ricollocazione possibile - le professionalità erano equiparabili nei vari centri - ma non attuata. Di qui l'illegittima del provvedimento.
Alla base del ricorso con rito Fornero contro i licenziamenti c'è il comportamento dei vertici aziendali che hanno chiuso la sede limitando la scelta dei lavoratori da licenziare solo al presidio di San Miniato. La loro "colpa" è stata quella di non prendere in considerazione anche i dipendenti appartenenti alle altre sedi locali distribuite sul territorio (tra cui Modena).
Il giudice ha accolto l'impugnazione sostenendo che la società avrebbe dovuto operare la scelta dei lavoratori da licenziare sull'intero organico e in relazione alle posizioni lavorative omogenee. Inoltre, per espressa indicazione della società all'interno delle comunicazioni di legge fatte al personale e ai sindacati, non si era trattato di una procedura di riduzione del personale per soppressione di un settore produttivo bensì dell'accorpamento della sede di San Miniato con le altre residue su cui sarebbe risultata concentrata la produzione.
I due ricorrenti, vincitori della causa, non solo sono stati licenziati ingiustamente, ma non beneficavano della Naspi, la cosiddetta "disoccupazione", ed erano senza alcun reddito. Ora arrivano gli arretrati e il posto di lavoro. Non più a San Miniato, ma in una delle sedi delle Inseme Spa. (p.b.)
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