Il dolore
Ubaldo non rinuncia a forbici e pettine
Pontedera, Boschi ha 80 anni e continua a mandare avanti il negozio in via Roma: "Sono innamorato del mio lavoro"
PONTEDERA. Saltella attorno al cliente con la macchinetta nella mano destra. Taglia, rifinisce, poi si allontana qualche decina di centimetri e osserva il lavoro fatto. Ubaldo Boschi, classe 1937, è uno dei barbieri più longevi della città. E di chiudere i battenti non ne vuole sapere: «Questa è la mia vita, non posso immaginare una giornata senza venire in negozio». Boschi ha cominciato a svolgere i primi lavori in barberia nel 1953. Poi, dopo aver lavorato nello storico barbiere Athos, in corso Matteotti, nel 1961 ha aperto la sua attività, in via Roma 201, a due passi dall'ospedale Lotti.
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«Il fondo è di mia moglie e questo mi permette di non avere costi eccessivi. Il lavoro non manca, avrei anche la possibilità di fare un'assunzione, ma la burocrazia mi scoraggia», racconta l'arzillo 80enne, che a barba e capelli ha dedicato tutto se stesso. «Quando passeggio per strada e incrocio un uomo coi capelli fatti bene, sono felice. Per me è fondamentale che la gente abbia la testa curata, per questo mi preoccupo sempre di rifinire nei dettagli le acconciature dei miei clienti».
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Gilet rosso, camicia e occhiali da vista, Ubaldo Boschi quasi danza mentre taglia ciocche di capelli. I lavabo incastonati nel bancone, a sua volta contornato da uno specchio gigante, sono una chicca d'antiquariato. «Le poltrone le ho comprate negli anni Settanta. Funziona tutto alla perfezione», racconta Boschi, mentre da uno scaffale tira fuori alcuni documenti del passato. «Questo è il libro paga di parecchi anni fa. Qui dentro hanno lavorato diverse persone». E quando viene a sapere della chiusura del barbiere "Emilio e Sonia", storico punto di riferimento per il quartiere Fuori del Ponte, Ubaldo non si sorprende più di tanto: «Mi era arrivata la voce, e mi dispiace. Sapere di colleghi che abbassano la saracinesca per sempre non è piacevole.
Sicuramente hanno le loro buone ragioni, da una parte li capisco. Non è facile tenere aperta un'attività, soprattutto con le leggi di oggi. Io per ora resto qui, nel mio negozio. Non mi è ancora venuto a noia. Lo so - conclude Ubaldo - posso sembrare pazzo, ma sono solamente innamorato del mio lavoro».
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