Sicurezza
Esce gasolio dall’oleodotto: campi inquinati
Giallo sulle cause: rottura o tentativo di furto Esperti al lavoro per capire cosa è accaduto
PONSACCO. Dimostra sempre di più la sua vulnerabilità l’oleodotto che da Livorno trasporta il carburante nella zona di Calenzano. Ieri mattina l’allarme ha riguardato la campagna di Ponsacco, vicino a Val di Cava. E se in un primo momento, considerata la grande quantità di gasolio sversato, si era pensato all’ennesimo assalto da parte dei “vampiri” che succhiano gasolio o benzina, con il passare delle ore si è fatta strada un’ipotesi diversa, che è quella del cedimento strutturale.
Ieri pomeriggio i carabinieri della compagnia di Pontedera, che si occupano delle indagini, hanno confermato che dovrebbe essere stato quasi certamente un guasto a determinare la fuoriuscita di un centinaio di litri di gasolio dall’oleodotto Eni che collega gli impianti di Livorno .
Il carburante ha invaso un terreno privato, alle spalle di una fabbrica di biliardi, e si esteso per circa 200 metri quadrati. La bonifica del terreno è andata avanti per ore e l'impianto è stato depressurizzato per evitare ulteriori sversamenti.
Sono invece tuttora in corso gli scavi per stabilire che cosa abbia fatto uscire il gasolio, ma al momento viene escluso che si sia trattato di un tentativo di furto, anche se la certezza si avrà solo questa mattina quando gli scavi saranno ultimati.
Già nella tarda mattinata di ieri, dopo una prima valutazione della zona interessata dalla perdita di carburante, era stato spiegato che difficilmente il danno trovato era compatibile con una tentata manomissione. Ipotesi, questa, che non sarebbe stata poi così strana, dato che l’oleodotto è stato più volte preso di mira, in territori diversi della provincia di Pisa, da Cascina fino a San Miniato.
Sul posto, già fin dalla prima mattina, sono stati inviati i vigili del fuoco, oltre agli addetti di Eni. La rottura è stata segnalata da alcuni cittadini. All'esterno non sono stati rilevati segni evidenti di un'azione volontaria, per cui è stato deciso di effettuare un lavoro più approfondito per capire meglio le cause. Al tempo stesso è stata attivata l’azienda per la bonifica ambientale in quanto lo sversamento è causa di inevitabili rischi di inquinamento. Non è la prima volta che dopo la fuoriuscita di ingenti quantitativi di carburante la bonifica richiede periodi di lavoro piuttosto lunghi proprio per eliminare il rischio che il carburante si diffonda in profondità.
L’ultimo caso simile c’era stato a Pontedera ed era avvenuto in seguito ad un tentativo di furto.
Purtroppo la manomissione era stata scoperta in ritardo e così l’inquinamento dei terreni si era diffuso fino a quando i cittadini non avevano protestato e chiesto un intervento di bonifica mirato.(s.c.)
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