Il Tirreno

Pontedera

Casa Ilaria, aperta la cappella a Montefoscoli

Benedizione e messa con il cardinale Baldisseri. Intanto prosegue il progetto della struttura d’accoglienza

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MONTEFOSCOLI. «Anche io sogno Casa Ilaria». La frase sulle magliette indossate dai volontari dell’associazione “Noi per l’Africa e il mondo”, onlus dice tutto del progetto che è stato presentato ieri mattina a Montefoscoli di Palaia. Un sogno. Quello di costruire una casa di accoglienza e spiritualità dove si potrà realizzare un progetto riabilitativo e di inserimento lavorativo e occupazionale nell'ambito sociale, turistico e culturale, oltre che spirituale, per persone disabili e per le loro famiglie. Tutto nel nome di suor Ilaria Meoli, religiosa di Pontedera, strappata alla vita e ai suoi progetti per aiutare i poveri, a causa di un incidente stradale nella Repubblica Centrafricana, dove si trovava a dirigere la costruzione di un ospedale specializzato nella cura delle malattie infettive. Se la religiosa, dieci anni fa, è morta, la sua opera viene portata avanti da un esercito di volontari. E dalla generosità di tanti. Ieri, occasione speciale, insieme alle magliette si potevano acquistare - con un contributo - i mattoni per Casa Ilaria e un libro sulla Badia di Carigi.

La benedizione della Cappella della Badia di Carigi a Montefoscoli e la celebrazione della messa in memoria di suor Ilaria Meoli presieduta dal cardinale Lorenzo Baldisseri, originario di Barga, segretario generale del Sinodo dei Vescovi, hanno sancito l’apertura della cappella e l’avvio del progetto pensato per Montefoscoli, ma destinato a diventare un punto di riferimento non solo per la provincia di Pisa. Se il primo pensiero, in una giornata illuminata da un bellissimo sole, è stato per suor Ilaria, non sono mancati i saluti alla sua famiglia e agli amici disabili dell’associazione, «arrivati fino quassù – ha detto Laura Capantini, presidente di “Noi per l’Africa e il mondo” - per condividere un sogno e una speranza».

Presenti, insieme a tantissime persone, il vescovo di San Miniato, Andrea Migliavacca, il sindaco di Palaia Marco Gherardini, il consigliere regionale Andrea Pieroni, rappresentanti delle associazioni di volontariato del territorio, gli Scout di Peccioli, il vescovo Alberto Silvani, e alcuni sacerdoti del territorio, a cominciare da don Angelo Cuter che conosceva suor Ilaria. Grandi sostenitori del progetto sono la Conferenza episcopale italiana e il suo segretario, il vescovo Nunzio Galantino e il cardinale arcivescovo di Washington, Donald William Werl.

Il primo progetto a partire è quello dell'agricoltura sociale, grazie all'aiuto di tanti cittadini del territorio di Palaia e di Montefoscoli in particolare, e che è portato avanti dalla cooperativa agricola presieduta da Linda Dell'Agnello.

Una grande festa per Casa Ilaria che nasce su una piccola altura lungo la strada provinciale delle Colline per Legoli. Un faro nella campagna. Il sogno di Ilaria, aiutare anche la sua terra. I semi di papavero consegnati ai partecipanti resteranno non solo un ricordo. Semi che sono l’immagine di un progetto, il papavero ci fa pensare ai sogni.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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