Il dolore
«Tolti posti letto e servizi al palo»
La Cgil Funzione Pubblica interviene dopo il caso del paziente rimasto in barella per 46 ore al pronto soccorso del “Lotti”
PONTEDERA. Il caso del paziente oncologico costretto su una barella al pronto soccorso dell’ospedale Lotti per 46 ore perché mancavano posti letto - vicenda riportata ieri da “Il Tirreno” - ha spinto la Cgil a intervenire.
«Casi di questo genere che arrivano fino alle cronache dei giornali - spiega Leonardo Fagiolini, segretario generale Funzione Pubblica Cgil - sono una piccola parte di quelli che in effetti si verificano. Il problema è la mancanza di posti letto. L’azienda sanitaria si difende con motivazioni che piano piano assomigliano sempre di più a scuse: quando il picco dell’influenza, quando un’altra emergenza. La verità è che sta diventando strutturale una situazione di difficoltà che è il frutto di alcune scelte».
Secondo Fagiolini, «sono stati diminuiti i posti letto con l’idea di fare l’ospedale per i cosiddetti acuti, ma una manovra del genere funziona soltanto se si potenziano i servizi territoriali. In realtà questi ultimi non sono stati potenziati, i pazienti vengono dimessi precocemente dall’ospedale e tendono a tornare all’ospedale molto più di prima. È un problema che tutti conoscono - sottolinea il sindacalista della Cgil - e a cui si cerca di fare fronte con soluzioni tampone. Quindi, o si riorganizzano e si potenziano i servizi territoriali, oppure si aumentano i posti letto in ospedale, fermo restando che quando uno ha bisogno di essere ricoverato non c’è servizio territoriale che tenga».
All’ospedale di Pontedera - aggiunge il segretario della Funzione Pubblica Cgil - c’è poi una complicazione in più, ovvero il fatto che la popolazione del Valdarno pisano, in base a un recente accordo, può andare al “Lotti” nonostante l’Asl di riferimento sia un’altra: «È chiaro che se parte della popolazione della zona del Cuoio si rivolge all’ospedale di Pontedera, vanno rivisti i numeri perché non siamo più di fronte a un picco, ma a una costante».
Intanto, ieri, l’Azienda sanitaria ha diffuso i numeri degli accessi al pronto soccorso e dei ricoveri: a gennaio 2016 furono 4.575 i primi e 536 i secondi; a gennaio 2017 sono stati rispettivamente 4.625 (codici rossi 70, gialli 756, verdi 2.982, azzurri 718 e bianchi 98) e 595.
«Come si vede, a fronte di 50 accessi in più nel 2017, i ricoveri sono 59 in più - nota l’Azienda sanitaria - Questo significa che i casi, quest'anno, sono stati più gravi».
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