Italia
I Comuni rinnovano l’accordo per la lotta alle maleodoranze
CASTELFRANCO. Rinnovato per il biennio 2016/2017 il protocollo d'intesa per il telerilevamento delle emissioni nel comprensorio del Cuoio. Il patto, dal costo complessivo di 180mila euro all'anno, in...
CASTELFRANCO. Rinnovato per il biennio 2016/2017 il protocollo d'intesa per il telerilevamento delle emissioni nel comprensorio del Cuoio. Il patto, dal costo complessivo di 180mila euro all'anno, in pratica lega nella spesa i cinque Comuni di Castelfranco, Santa Croce (capofila), Fucecchio, San Miniato e Montopoli, la Regione, l'Assoconciatori ed Consorzio Conciatori Ponte a Egola, insieme ad una serie di aziende, nell'affidare alla stazione Arpat di San Romano il compito di monitorare la qualità dell'aria attraverso la fitta rete di sensori sparsi per il territorio (oltre 70). Presente ieri alla firma, coi sindaci ed i rappresentanti delle aziende al Teatro Comunale di Castelfranco, anche l'assessore regionale all'ambiente Federica Fratoni.
«La Regione ha da sempre posto grande attenzione al distretto del cuoio, anche sostenendo l'accordo di programma per la depurazione delle acque reflue del Valdarno, Valdelsa e Valdinievole - ha sottolineato Fratoni - Un modo concreto per sostenere istituzioni e imprenditori protagonisti di un modello da esportare, in un comprensorio in cui si è compreso prima che altrove l'importanza, anche economica, della sostenibilità». Un vincolo che si rinnova dal 2013 e prevede, specie dopo il ridimensionamento delle stazioni Arpat di rilevamento a livello regionale, anche l'ausilio di alcune stazioni mobili. Queste le aziende firmatarie: Consorzio Aquarno spa, Consorzio Cuiodepur spa, Organazoto Fertilizzanti spa, Idea Verde srl, Consorzio SGS spa, Waste Recycling spa, Prati Bioenergia Società Agricola arl e Tecnoambiente spa. Al centro di tutte queste attenzioni, come sempre, ci sono fenomeni come le maleodoranze, storico problema di un distretto dove avviene il 35% della produzione nazionale di pellame ed il 98% di quella di cuoio da suola. «Fenomeno che, stando alle segnalazioni, dalla fine del 2016 si è andato riducendo enormemente, quasi azzerandosi al momento», hanno detto da Arpat.
Nilo Di Modica
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