Il Tirreno

Pontedera

Chiesta l’archiviazione per la morte del bambino

Chiesta l’archiviazione per la morte del bambino

Secondo la Procura non ci sono responsabilità del personale sanitario Il piccolo era morto a maggio scorso dopo essere stato dimesso dall’ospedale

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PONTEDERA. Non ci sono state responsabilità da parte dei medici - sono stati indagati un dottore e una infermiera -, neppure dei genitori né del personale del pronto soccorso che aveva prestato le prime cure al piccolo di tre mesi.

Ad arrivare a queste conclusioni è stato il pubblico ministero, Giovanni Porpora, dopo l’esito della consulenza che era stata disposta ed effettuata dopo la tragedia avvenuta l’anno scorso di maggio.

Ad aprire un’inchiesta era stata la Procura che aveva proceduto senza che i genitori del bambino, straziati dal dolore, avessero presentato esposti o avessero richiesto indagini. C’era il sospetto che la morte del piccolo potesse essere in qualche modo legata a dimissioni frettolose. Invece è stato un problema cardiaco a strappare il bambino ai suoi genitori. Sul registro degli indagati, come atto dovuto, erano stati iscritti i nomi di un medico del reparto di neonatologia del Santa Chiara di Pisa e di una infermiera.

La tragedia era avvenuta nel maggio dell’anno scorso in un’abitazione a Collesalvetti. Inutile la corsa disperata all’ospedale di Pisa.

Il bambino era stato dimesso il giorno prima dalla neonatologia. Il bambino era nato con alcune patologie e la morte era avvenuta il giorno successivo alle dimissioni. Il piccolo era arrivato privo di vita all’ospedale pisano dopo un trasferimento in ambulanza da Collesalvetti dove viveva con la famiglia, formalmente residente a Fauglia.

Il bambino verso le 7,20 - mentre prendeva il latte - aveva manifestato sintomi di soffocamento perdendo quasi subito conoscenza.

Lo avevano dimesso perché, dopo oltre tre mesi di degenza, «le sue condizioni generali erano migliorate tanto da poter essere rimandato a casa in sicurezza, in accordo con i genitori e il pediatra curante», come aveva sottolineato l’Azienda ospedaliera a poche ore dalla tragedia, avvenuta dopo una poppata di latte.

I genitori si sono affidati a due legali (Tamara Ciofini e Bice Del Giudice) per essere seguiti quando, dopo la morte del bambino, l’ospedale aveva informato la Procura della Repubblica.

La richiesta di archiviazione presentata dal pubblico ministero chiude l’ultima pagina dolorosa della breve esistenza del piccolo e aiuterà i genitori ad accettare il fatto che non ci sono state responsabilità di terzi nella disgrazia.©RIPRODUZIONE RISERVATA

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