Proteste
Remaggi, manca ancora il direttore generale
L’avvocato Riccardo Novi, vincitore del secondo bando, non ha accettato l’incarico Tra gli esclusi nella fase di selezione c’è chi ha chiesto di vedere gli atti
CASCINA. Due selezioni pubbliche non sono state sufficienti al nuovo consiglio d’amministrazione dell'istituto Remaggi di San Lorenzo alle Corti per arrivare alla nomina del direttore generale della casa di riposo per anziani. Il vincitore del secondo bando, l’avvocato Riccardo Novi, non ha accettato l’incarico. E negli ambienti del Comune si racconta che sia stato chiamato a risolvere i problemi all’istituto della Stella Maris a Fauglia anche se di questo non c’è traccia nei documenti ufficiali, cioè nelle lettere da lui scritte per dire no al nuovo lavoro. I tempi si allungano e alcune attività dell’istituto, a cominciare dai progetti di sviluppo, sono di fatto paralizzate. Ora, però, gli amministratori dovranno sbrogliare una situazione che si presenta come alquanto complicata.
Il Cda che è stato nominato dalla sindaca leghista, Susanna Ceccardi, come primo atto concreto del suo insediamento aveva congelato e poi annullato una precedente selezione che era stata indetta e portata a termine dal precedente consiglio d'amministrazione, che era stato nominato dall’allora sindaco Alessio Antonelli (Pd, sconfitto alle elezioni). Quella selezione pubblica per titoli per arrivare alla nomina di un direttore dell’azienda di servizi alla persona, visto che il contratto del precedente, dottor Francesco Fariello, si era concluso alla fine di aprile, non era stata considerata - ma non è chiaro in base a quali criteri e motivazioni - idonea alle esigenze dell’istituto per anziani che, tra l’altro, si ritrova a dover risolvere un problema importante. Ad alcuni dipendenti sono state pagate somme che non erano loro dovute e che dovranno essere restituite dai dipendenti stessi, che si trovano in difficoltà nel fare questo.
In questi mesi il Cda, oltre a reclamare il denaro pagato per errore, non ha ritenuto opportuno pensare a un’azione di responsabilità nei confronti di chi ha sbagliato e ora mette in difficoltà tante persone.
Ma il vero punto è che trovare un direttore “gradito”, perché a questo punto si parla di questo, per l'azienda pubblica di servizi agli anziani è diventata quasi un’impresa disperata. Il precedente concorso, dunque, è stato annullato. Tutte le fasi dello svolgimento della selezione erano stata affidata ad un'impresa esterna, la Self di San Miniato, con costi a carico dell'istituto stesso e quindi della collettività, visto che si parla di un'azienda pubblica, totalmente partecipata dal Comune di Cascina. Ma nessuno ha chiesto il conto nemmeno di questo.
L’attuale presidente, l'avvocato Peter Lewis Geti, di Pisa, e il Cda hanno deciso di fare un’altra selezione, cercando di risparmiare e affidando l’incarico per un anno. Alla fine il Cda, anche se deve essere stata una scelta difficile considerati i titoli in possesso di uno dei candidati, ha scelto Novi. Il colpo di scena è stato il forfait dato dal professionista per sopraggiunti motivi professionali che evidentemente non c’erano quando è stata organizzata la selezione.
E quindi? In teoria l’istituto dovrebbe attingere dalla stessa graduatoria. C’è anche chi, tra gli esclusi, ha già chiesto e ottenuto l’accesso agli atti per capire cosa sta succedendo alla selezione che pare sia stata congelata. L’assessore al Sociale, Edoardo Ziello, ha rimesso la decisione al Cda: «Spetta al consiglio d’amministrazione decidere come procedere».
Il Cda del Remaggi è al lavoro da ottobre. Ne fanno parte Peter Lewis Geti, presidente; Alberto Luppichini, vice presidente; Mario Ghiozzi, consigliere, Sauro Giuntini, consigliere, Dario Marzini, consigliere. Senza direttore generale anche il bilancio di previsione langue e tutta una serie di decisioni da prendere restano chiuse insieme agli atti in qualche cassetto.
Sabrina Chiellini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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