Il Tirreno

Pontedera

Raccolta di firme in piazza per salvare l’asilo S. Giuseppe

Raccolta di firme in piazza per salvare l’asilo S. Giuseppe

La decisione di chiuderlo appare irrevocabile perché l’immobile è fatiscente Il preside Baldelli: «Se troviamo un altro edificio, continueremo l’attività»

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PONSACCO. Contro la chiusura dell'asilo San Giuseppe (prevista per l'aprile 2018), le famiglie dei settanta bambini coinvolti, non si limiteranno a inviare un paio di lettere (al sindaco e ai proprietari dell'immobile). È di questi giorni l'iniziativa di un gazebo in piazza della Repubblica (ci sarà anche sabato e domenica mattina) per informare la comunità e raccogliere firme a sostegno.

Il San Giuseppe fa parte della storia del paese; generazioni e generazioni di ponsacchini hanno fatto, e continuano a far crescere, i propri figli nel vecchio istituto delle suore. Perdere questa struttura vorrebbe dire azzerare un pezzo di storia. La proprietà dell'immobile (le suore Terziarie) ha risposto ai genitori attraverso un legale. Questi i passaggi più importanti nella lettera del legale: "Nel 2008, pur già di fronte a gravosi oneri finanziari, l'Istituto, pur di mantenere in vita la scuola, decise di affidarne la conduzione alla Cooperativa Liberi di Educare". Si chiude la lettera con: "Decisione assunta e ormai irrevocabile".

Nelle motivazioni della chiusura si parla di fatiscenza di parte dell'immobile e della necessità di ristrutturare. ll messaggio sembra non lasciare margini di trattativa (decisione irrevocabile), ma appare almeno in parte contraddittorio: si parla di gravosi oneri finanziari per mantenere in vita la scuola e successivamente di ristrutturazione prossima (quindi di soldi da spendere). Si chiude la lettera esprimendo la volontà di mantenere per la struttura, in un non ben precisato futuro, un'importante finalità sociale.

La sindaca Francesca Brogi, in un comunicato, pur specificando che il San Giuseppe è un'istituzione di natura privata, si è mostrata disponibile a cooperare per trovare una sede alternativa. Genitori e Cooperativa Liberi di Educare si sono già mossi, in sinergia, alla ricerca di una sede alternativa. La priorità è scongiurare la dispersione di 70 bambini e l'azzeramento di un sistema educativo che ha funzionato egregiamente. La ricerca di un immobile, purtroppo, finora non ha dato esito positivo.

«Anche se siamo un istituto privato, abbiamo comunque una funzione sociale - spiega il preside del San Giuseppe, Andrea Baldelli - Siamo disposti a investire soldi in un immobile da ristrutturare o da costruire. Durante le riunioni tra insegnanti e genitori non sono mancati i momenti di commozione, segno che il legame tra la cooperativa e i genitori e veramente forte».

Serve un immobile, al piano terra, di almeno 500 mq con un piccolo giardino per continuare l'attività. «Vogliamo proseguire la nostra missione a Ponsacco - conclude il preside - Chiedo ai proprietari di immobili del paese di darci una mano; siamo disponibili a comprare o ad affittare».

Gabriele Gasperini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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