Il Tirreno

Pontedera

Corso Matteotti resterà chiuso al traffico

Il vicesindaco Parrini: solo il test sulla riapertura costa 80mila euro e non possiamo permettercelo

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CASCINA. Nessun test sulla riapertura al traffico, costerebbe troppo. Questa in sintesi la giustificazione che l'amministrazione cascinese adduce alla decisione di bloccare l'iter per la riapertura di corso Matteotti in via sperimentale, a cui avrebbe dovuto seguire il noto referendum. «Una scelta meditata, a seguito di uno studio puntuale da parte dei tecnici del comune e della polizia municipale - spiega il vicesindaco e assessore alla Mobilità Michele Parrini - Solo per sperimentare la riapertura del corso a fine anno servirebbero 80mila euro di messa in sicurezza per i percorsi pedonali e non solo. Una spesa che al momento il Comune di Cascina non può permettersi, anche a seguito della situazione finanziaria ereditata dalla passata amministrazione. Nostra priorità sono interventi sulle scuole».

Fra i lavori da approntare in vista di un'ipotetica riapertura vi sarebbero, infatti, quelli di installazione di barriere metalliche e fioriere per la sicurezza dei pedoni, e non solo.

«Servirebbero anche nuove griglie in ghisa per sostituire le attuali di travertino, non adatte al passaggio delle auto, oltre a nuovi cartelli stradali» continua l'assessore. Una decisione che certo non piacerà almeno a una parte dei commercianti che, sulla questione, sono spaccati in due fra le posizioni della Confcommercio, favorevole alla riapertura, e la Confesercenti, che tramite il suo rappresentante Massimo Scarselli ribadisce la sua contrarietà. Sullo sfondo a tutto questo, un commercio che certo non sta fermo e potrebbe in un futuro prossimo evolvere all'interno del centro. Il riferimento esplicito anche da parte dell'amministrazione è a Conad che presto vedrà la luce alle porte del centro storico. Oltre a un nuovo grande negozio di oltre 200mq che starebbe per sorgere sotto i portici.

«Guardiamo con grande attenzione all'apertura del nuovo supermercato alimentare Conad, nella ex mostra del mobilio. Inoltre, altri soggetti commerciali stanno valutando l'opportunità di investire sul corso - continua Parrini, insieme all'assessora al Commercio Sonia Avolio - Prima di utilizzare 80mila euro di soldi pubblici in una sperimentazione alla fine della quale si sarebbe comunque tenuta una consultazione per decidere sulla riapertura, abbiamo ritenuto più oculato valutare quali ricadute avranno queste nuove attività produttive sul centro».

Si pensa, fra le altre cose, anche a piani di agevolazione all'apertura di nuovi negozi, mettendo insieme aspiranti esercenti e proprietari di fondi sfitti. E spunta il nome di un comune, Santa Maria a Monte, che proprio da alcuni mesi ha visto fiorire nuovi negozi in centro con un piano di bandi. «È certamente una delle esperienze da studiare - concludono i due membri della giunta - L'obiettivo di tutti è sempre stato la rivitalizzazione del centro. La riapertura del corso può essere una misura da sperimentare, ma non a questi chiari di luna. Il Comune è disposto ad ascoltare e a collaborare a qualsiasi altre iniziativa che i commercianti ritengano valida, attraverso agevolazioni sui tributi comunali».

Nilo Di Modica

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