Il Tirreno

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L’INTEGRAZIONE AL RICEVIMENTO DEI GENITORI

di FEDERICA FIORI
L’INTEGRAZIONE AL RICEVIMENTO DEI GENITORI

Pubblichiamo la recensione dello spettacolo “L’ora di ricevimento” andato in scena al teatro Verdi di Santa Croce. L’autrice della recensione è Federica Fiori che abita nella stessa cittadina...

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Pubblichiamo la recensione dello spettacolo “L’ora di ricevimento” andato in scena al teatro Verdi di Santa Croce. L’autrice della recensione è Federica Fiori che abita nella stessa cittadina conciaria dove lavora come impiegata in una ditta di prodotti chimici.

di FEDERICA FIORI

L’ora di ricevimento di Massini, il drammaturgo toscano direttore del Piccolo Teatro di Milano, ha un debito con uno spettacolo, La Scuola, che Daniele Lucchetti aveva messo in scena negli anni Novanta per il testo scritto da Daniele Starnone. In entrambi i casi, la scena è l’aula insegnanti, dove un insegnante, interpretato da Silvio Orlando nello spettacolo di Lucchetti e da Fabrizio Bentivoglio ne L’ora di ricevimento, cerca di non perdere nessun allievo.

Due professori da “trincea” educativa, spinti dall’esperienza sul campo, una formazione intellettuale con cui combattono da un lato l’inevitabile stanchezza e dall’altra una scuola pubblica aggredita da problemi economici e sociali. La differenza, fra i due testi, i due allestimenti, è determinata, nel testo di Massini, dalla questione decisiva che attraversa la nostra società: l’interazione multiculturale dei flussi migratori biblici ai nostri tempi.

“L’ora di ricevimento” si svolge nella banlieue di Les Izards, ai margini di Tolosa con scontri fra culture che non sempre riescono a trovare un accordo per il quieto vivere. Fabrizio Bentivoglio veste i panni del protagonista: il professore Ardeche, che insegna alternando crisi di stanchezza e slanci creativi per riuscire a dare senso alla sua missione educativa a 13 ragazzi di culture dei 5 continenti. Una classe con una miscela di razze e culture che cercano di amalgamarsi, cercando di affrontare la diversità come possibilità di ricchezza nonostante le mille differenze ed incomprensioni.

Il professore riceve le famiglie degli studenti ogni giovedì della settimana. Attraverso questi brevi colloqui prende vita l’anno scolastico e anche lo spettacolo, offrendo un caleidoscopio di sguardi culturali e religiosi che devono trovare una sintesi sostenibile nel lavoro scolastico.

Ogni studente viene ribattezzato con ironici soprannomi ed è “visto” dal pubblico attraverso i colloqui fra Ardeche ed i loro genitori. Con questa sceneggiatura, Massini, riesce a mettere in scena ciò che la società vive attraverso una commedia insieme ironica ed amara che fa riflettere su un tema così attuale anche grazie ad un finale che riesce a spiazzare ma anche a dare speranza a tutti.

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