Proteste
Se l’archivio diventa un lusso
Il vicesindaco spiega che il Comune sta cercando una soluzione per trasferire gli atti da Arezzo
CASCINA. «Stiamo cercando di verificare se possiamo risparmiare sull’affitto dell’archivio comunale e se è possibile recedere dal contratto», spiega il vicesindaco Michele Parrini, dopo che durante un’assemblea pubblica è tornato su un argomento che fa discutere. Tutti siamo infatti convinti dell’assoluta necessità che un ente abbia un buon archivio, facile da consultare e magari anche a portata di mano. Così come dell’importanza di razionalizzare la spesa pubblica. Anche se è una soluzione poco comoda, il Comune di Cascina, ormai da più di tre anni, ha deciso di sposare l’archivio della propria documentazione ad Arezzo. La Memar-Monteassegni Spa è risultata vincitrice di un apposito bando che gli uffici comunali, nell’epoca del sindaco Pd Alessio Antonelli, avevano predisposto. Il contratto d’affitto è caro: i cascinesi per l’archivio comunale spendono circa 30mila euro all’anno (rinnovabile ogni tre anni) e quando i tecnici hanno bisogno di un atto spendono circa 40 euro per le copie dei documenti. Del resto la società che si è aggiudicata il servizio dispone di numerosi archivi fisici nei quali viene assicurato il mantenimento, la permanenza e la conservazione di documenti storici e beni culturali: servizi che fa pagare. Ora che l’amministrazione è impegnata a raschiare il barile, alla ricerca di denari per finanziare anche una piccola opera pubblica, stanno venendo alla luce una serie di “amenità” che riguardano affitti e non solo. E quando certe scelte non sono strettamente legate alla politica ce ne sono altre che hanno a che fare probabilmente con le abitudini consolidate di qualche settore.
«Come avviene per molte altre situazioni - continua Parrini - abbiamo ereditato un pasticcio, se così lo vogliamo chiamare. Anche perché due giorni dopo che è stata eletta l’attuale amministrazione l’ufficio, di sua iniziativa, ha rinnovato il contratto d’affitto per altri tre anni». Ci sono responsabilità in questo? Il vicesindaco evita la risposta. «Possiamo uscire da questa situazione, quindi trovare un’altra collocazione all’archivio solo se troviamo una soluzione economica più vantaggiosa per il Comune, insomma se c’è una pubblica utilità. L’ideale sarebbe trovate un edificio più vicino a Cascina. Non è solo un problema di costi per l’ente. Ogni volta che i cittadini hanno bisogno della copia di un atto spendono 40 euro, una cifra molto più alta di quella che chiedono altre realtà».(s.c.)
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