Sicurezza
«Noce sterilizzato per sbaglio Avrei voluto decidere io»
VOLTERRA. «Non voglio creare un putiferio, ma solo aprire una discussione sulla possibilità di creare un’anagrafe felina come avviene per i cani. In modo che episodi come quello accaduto al mio Noce...
VOLTERRA. «Non voglio creare un putiferio, ma solo aprire una discussione sulla possibilità di creare un’anagrafe felina come avviene per i cani. In modo che episodi come quello accaduto al mio Noce non succedano più». Michele Borghesi è il proprietario del micio volterrano sterilizzato per errore dai volontari dell’associazione ambientalista Gavol che collabora col Comune per la sterilizzazione dei gatti randagi. Noce è finito nella gabbia trappola sistemata dai volontari e da due weekend fa non ha più... gli attributi. «Avrei preferito decidere io se castrarlo oppure no - riprende il proprietario. Ma, ripeto. Non voglio criminalizzare nessuno».
L’esposto che ha presentato al commissariato altro non è che il tentativo di far luce sull’accaduto, ma anche di proporre un confronto tra proprietari di gatti e istituzioni per giungere alla creazione dell’anagrafe felina, affidata alle Regioni da istituire in Comuni o aziende sanitarie, ma di cui esiste anche una proposta di legge depositata nel 2013 che ha cominciato il suo iter alla commissione Affari sociali alla Camera nelle ultime settimane. «Se esistesse a Volterra non ci sarebbero problemi - dice ancora il padrone di Noce - Il lavoro svolto dai volontari di Gavol è importante, anche se mi piacerebbe capire i criteri seguiti per la sterilizzazione dei gatti randagi».
Intanto Noce è tornato a casa da un paio di settimane dopo “il fattaccio”. Era sparito da un giorno e mezzo, quando Borghesi si è sentito chiamare al telefono una domenica pomeriggio. «In quel periodo era in amore - ricorda Borghesi - e il fatto che sia scomparso per molte ore non mi ha allarmato. Succede sempre così». Poi è squillato il cellulare. «Mi dicevano di andare a prendere il gatto perché era stato catturato e castrato per errore - racconta il volterrano - Intanto come hanno fatto a sapere che era mio. Poi, avrei voluto disporre io dei suoi attributi. Se lo avrei sterilizzato comunque? Non so, ma non credo, perché il gatto che avevo in precedenza non l’ho fatto castrare».
Un episodio che, per fortuna, non capita spesso. Come ha raccontato una volontaria di Gavol, per catturare i gatti randagi vengono usate gabbie trappola con all’interno cibo che attiri i mici. A quel punto scatta la “sterilizzazione a tappeto”. Ma, evidentemente, ogni tanto c’è da fare i conti con i cosiddetti “danni collaterali”.
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