Sicurezza
Prove di convivenza tra religioni
Santa Croce sull'Arno: teatro Verdi pieno per il dibattito organizzato dal Comune con la partecipazione del vescovo di San Miniato Andrea Migliavacca e l'imam di Firenze Izzedin Elzir
SANTA CROCE SULL'ARNO. Un laboratorio di convivenza e di incontro. È quello che Santa Croce sull'Arno si propone di essere, con una serata che certo non basterà a cambiare il mondo me con cui si intende almeno di lanciare un messaggio. È l’iniziativa organizzata nella serata di giovedì 2 marzo al teatro Verdi, alla presenza del vescovo di San Miniato Andrea Migliavacca e dell'imam di Firenze e presidente Ucoi Izzedin Elzir.
Un incontro sul palco, attraverso le domande del professor Pierluigi Consorti, docente di diritto ecclesiastico all’universita di Pisa, per indagare il rapporto tre le due grandi religioni monoteiste del mar Mediterraneo che da anni convivono nel tessuto di Santa Croce. “Una realtà di convivenza e di integrazione”, l’ha definita l’imam Elzir arrivando a teatro accompagnato dal sindaco Giulia Deidda.
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Un’occasione per indagare ciò che unisce al posto di ciò che divide, per scoprire che “le grandi religioni monoteiste sono parte di un cammino comune”, come ha ricordato il vescovo Migliavacca rifacendosi al Concilio Vaticano II, “che ci vede tutti in cammino alla ricerca del volto di Dio, come dimostrano la vicenda di Abramo che è all’origine delle grandi religioni monoteiste”.
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Eppure, in un’epoca di fondamentalismi e radicalizzazione, il valore comune deve essere quello della libertà religiosa: “Perché questa è un’epoca di martiri - ha detto Miglivacca - come dimostrano i cristiani perseguitati”.
“Troppo spesso attribuiamo alle religioni errori che non sono nostri - ha aggiunto Elzir - perché dio ha voluto un mondo fatto di diversità. Dipende da noi se farne una ricchezza o considerarla come motivo di scontro”.
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