La manifestazione
L’addio al brigadiere ucciso da un malore
L’amministrazione comunale vicina alla famiglia e all’Arma. Chiesa gremita e uno struggente ricordo del carabiniere in servizio a San Giovanni alla Vena
ULIVETO TERME. Picchetto funebre e commozione all’ultimo saluto a Domenico Iamartino, brigadiere dei carabinieri morto a 53 anni. Lo ha ricevuto nella chiesa di Uliveto Terme, il paese dove abitava con la moglie, Cristina, e dove sono cresciute le sue figlie. Fiori per lui - una corona è stata inviata anche dal comandante generale dell’Arma, il generale di corpo d’armata Tullio Del Sette - e l’abbraccio di tante persone che si sono unite al dolore della famiglia e quello dei tanti colleghi dell’Arma dei carabinieri, rappresentata ai massimi livelli. Il brigadiere, che era appena tornato a casa da un turno di lavoro quando è stato ucciso da un malore improvviso, era in servizio alla stazione di San Giovanni alla Vena da tantissimi anni. Ma aveva lavorato anche a Navacchio, Bientina e San Giuliano Terme oltre che in provincia di Lucca. La famiglia dell’Arma si è unita al dolore dei parenti. Tantissimi i colleghi che lo hanno voluto salutare. Oltre ai cittadini che gli riconoscevano non soltanto le qualità professionali, ma anche le doti umane. «Un uomo e un carabiniere attento nel suo lavoro, disponibile», è stato ricordato durante le esequie anche dal diacono di Uliveto Terme, Francesco Masi, che era legato da una stretta amicizia al carabinieri e che non è riuscito a trattenere la sua commozione durante la lettura del Vangelo. Tanti anche i cittadini e tra di loro il sindaco, Juri Taglioli, che ha partecipato in forma ufficiale ai funerali del brigadiere Iamartino. «Lo ricordiamo come una persona estremamente gentile, mite, disponibile e sempre attenta, una perdita forte per la comunità. Rinnoviamo le nostre condoglianze alla famiglia, ai carabinieri di San Giovanni alla Vena e al maresciallo Alessandro Salusti per l’improvvisa scomparsa di Domenico, il dolore è forte. Siamo loro profondamente vicini», sono state le parole del sindaco. Presenti alle esequie, concelebrate dal cappellano militare, monsignor Mauro Tramontano, e da parroci della zona, anche le associazioni Anc con i labari. Di “Mimmo”, come lo chiamavano gli amici e i parenti, resterà il ricordo della sua gentilezza, della sua disponibilità sul lavoro. La commovente preghiera del carabiniere, come ultima lettura, ha preceduto l’uscita del feretro dalla chiesa.©RIPRODUZIONE RISERVATA
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